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L'inchiesta / Maddalusa

I sigilli al resort di Maddalusa, l'indagato paga cauzione e accetta di rimuovere i beni abusivi

C'è il via libera della Procura ad eseguire questi primi lavori di ripristino: se verranno effettuati a regola d'arte, i 2 mila euro verranno restituiti. In caso contrario, l'area tornerà sotto sequestro

E' stata pagata una cauzione di 2 mila euro alla Cassa delle ammende e l'indagato ha accettato di rimuovere i beni abusivi. Rimozione che è stata autorizzata, in queste ore, dalla Procura della Repubblica di Agrigento, con a capo il procuratore facente funzioni Salvatore Vella. 

Dopo i sequestri preventivi sulla struttura ricettiva "Maddalusa Launch Beach" e relative pertinenze, l'indagato effettuerà questi primi lavori di ripristino, eliminando gli abusi: banconi, erba sintetica, pedane, bancone bar, vetrine frigo, lavabi, piani di lavoro, pedane di legno per l'accesso al mare, scale di legno per accedere all'arenile, rimorchio per somministrare alimenti. Se questi primi lavori verranno eseguiti a regola d'arte verrà restituita la cauzione di 2 mila euro. In caso contrario verranno ricollocati i sigilli. 

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Sono, intanto, in corso gli ultimi accertamenti tecnici sui luoghi.

I sigilli erano stati apposti alle strutture ricettive del 'Maddalusa Launch Beach di Burgio Carmelo' e delle relative pertinenze per le ipotesi di reato - era stato reso noto dalla Procura della Repubblica di Agrigento - di costruzione abusiva su area vincolata; violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio e occupazione abusiva di Demanio marittimo (sequestro eseguito in via d'urgenza dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura il 28 giugno). Sequestro preventivo anche per un'area di circa 900 metri quadrati costituita - spiegavano sempre dal quinto piano del palazzo di giustizia - da uno sbancamento e in terrazzamento illecito (a servizio dell'attività di B&B), per le ipotesi di reato di costruzione abusiva su area vincolata; violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio (eseguito dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica il 30 giugno)".

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Dell'attività d’indagine e dell'acquisizione dei documenti si è occupata la polizia giudiziaria, con l’ausilio tecnico di funzionari del servizio Vigilanza edilizia del Comune di Agrigento e della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento. 

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