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«La Borsellino va fatta fuori», Crocetta: «Mai sentita questa frase»

La replica del Governatore all'intercettazione resa nota dall'Espresso nella quale Matteo Tutino, primario di Villa Sofia arrestato nei giorni scorsi, afferma che l'ex assessore «deve fare la fine di suo padre». «Non ho sentito la frase su Lucia, forse c'era zona d'ombra»

«Non ho sentito la frase su Lucia, forse c'era zona d'ombra, non so spiegarlo; tant'è che io al telefono non replico. Ora mi sento male».

Questa la replica - rilasciata all'Ansa - del governatore Rosario Crocetta dopo la pubblicazione da parte dell'Espresso dell'intercettazione shock nella quale Matteo Tutino dice proprio allo stesso presidente della Regione: «Lucia Borsellino va fermata, fatta fuori. Come suo padre».

«Se avessi sentito quella frase, non so... avrei provato a raggiungere Tutino per massacrarlo di botte, forse avrei chiamato subito i magistrati. Non so... sono sconvolto. Provo un orrore profondo», aggiunge ancora Crocetta. «Ora capisco la reazione di Lucia e la colgo - continua il governatore -. Ma io quella frase al telefono pronunciata da Tutino non l'ho sentita. Forse una zona d'ombra, forse è caduta la linea... La prova che non l'ho sentita sta nel mio silenzio. Quella frase colpisce tutte le persone che combattono la mafia. Posso essere stato destinatario di un messaggio così crudele?».

LE REAZIONI - Nonostante le giustificazioni di Crocetta, la frase di Tutino ha creato un vespaio di polemiche.

Proprio la protagonista, Lucia Borsellino, ha commentato cosi ai microfoni del Gr di Rai Sicilia: «Mi sento intimamente offesa e provo un senso di vergogna per loro». Sulla giustificazione data da Crocetta ha risposto glaciale: «Non spetta a me fare commenti al riguardo».

«Si convochi una conferenza urgente dei capigruppo all’Ars, bisogna definire una sessione straordinaria tenendo il parlamento aperto anche ad agosto per approvare le leggi più urgenti, ad iniziare dal completamento della riforma delle ex Province e dell’acqua pubblica. Subito dopo, la parola torni ai siciliani». Lo dice Giovanni Panepinto, parlamentare regionale del Pd.

Per Nino Bosco, deputato nazionale di Ap-Ncd «il silenzio di Crocetta, di fronte alle parole di Matteo Tutino, è vergognoso ed inaccettabile. Se il presidente della regione siciliana, Crocetta conserva ancora un minimo di dignità si dimetta. Il suo silenzio, di fronte a parole così gravi, sono un insulto alla Sicilia e ad un Paese che piange i suoi martiri della mafia e che ha ben stampate in mente le terribili immagini di quel 19 luglio del 1992. A Lucia Borsellino la mia solidarietà: la memoria degli eroi rimane intatta e per sempre».

Nuccio Cusumano, presidente regionale di Sicilia democratica ha manifestato «incredulità e sgomento per una raccapricciante verità e sdegno per un comportamento infame che sporca istituzioni e allarma e inquieta la comunità siciliana. Totale e convinta solidarietà a Lucia Borsellino e alla sua famiglia, ai magistrati e alle forze dell'ordine, vero presidio di legalità contro il malaffare e le consorterie malavitose che ammorbano il civile sviluppo di un popolo laborioso».

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