Quel reparto di Malattie infettive che non c'è e la scelta obbligata dei punti Covid

Il direttore sanitario: "E' stata una decisione ragionata, razionale, frutto del confronto con i nostri specialisti, che ci ha consentito di individuare la migliore delle soluzioni praticabili per poter dare un’assistenza adeguata”

Foto archivio

L’assenza, in tutte le  strutture ospedaliere della provincia di Agrigento, di un reparto di Malattie Infettive è stato il motivo che ha indotto l’Asp di Agrigento ad allestire le aree Covid-19 negli ospedali di Sciacca e Agrigento. Dopo le perplessità espresse dallo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, sul rischio contagio nelle strutture sanitarie promiscue, ovvero, che associano alla degenze tradizionali anche i trattamenti dei pazienti affetti da Coronavirus, i vertici dell’azienda sanitari provinciale di Agrigento, in una videoconferenza stampa, hanno spiegato le motivazioni. "Quella di dotare di un reparto Covid gli ospedali di Agrigento e Sciacca – ha detto il direttore sanitario Gaetano Mancuso -  non è stata dettata dall’alto, ma è stata una scelta ragionata, razionale, frutto del confronto con i nostri specialisti, come ad esempio gli anestesisti, i medici del pronto soccorso e degli specialisti di medicina interna, che ci ha consentito di individuare la migliore delle soluzioni praticabili per poter dare un’assistenza adeguata”. 

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All’incontro con i giornalisti era presente anche il commissario ad acta degli ospedali riuniti di Ribera e Sciacca, Alberto Firenze. Nei giorni scorsi, il sindaco della città delle Terme, Francesca Valenti, aveva espresso contrarietà al reparto  Covid  che avrà 75 posti letto. Il sindaco Valenti aveva anche chiesto, al ministero della Salute, l’invio di ispettori nel nosocomio saccense. In merito, dura è stata la replica del commissario Firenze: “Io non vedo l’ora di avere gli ispettori sanitari del ministero della Salute a Sciacca – ha detto - perché bisogna essere seri e non bisogna fare politica in un momento di emergenza nazionale. Fino a quando non capiremo che facciamo parte tutti dello stesso sistema e della stessa squadra continueremo a utilizzare la politica per interessi personali, questo non lo permetterò mai o almeno fino a quando sarò commissario ad acta. Io sono qua – ha concluso -  pronto a confrontarmi con chiunque”.  

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Il direttore generale facente funzioni dell’Asp, Alessandro Mazzara, ha invece offerto uno schema riepilogativo delle azioni adottate per fronteggiare l’emergenza e delle prossime misure utili a contrastare un eventuale picco dei contagi. Tra i provvedimenti annunciati da Mazzara c’è anche quello di richiedere ulteriori ventilatori polmonari. Dalla conferenza è emersa quale sia la dotazione di questi dispositivi nell’ospedale di Sciacca che in totale ne ha 8 al fronte dei 10 necessari, ovvero, tanti quanti sono i posti in terapia Intensiva. Cinque dei ventilatori disponibili sono stati consegnati dalla protezione civile che ha anche fornito i dispositivi di protezione individuale all’Asp. Secondo quanto riferito dal direttore generale, Mazzara, sono arrivate ventimila mascherine chirurgiche. “Non bastano – ha ribadito il primo dirigente dell’Asp di Agrigento – ci devono garantire anche le mascherine ffp 2 ed ffp3”.

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