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Fase 3 e movida, il prefetto: "Assembramenti difficili da gestire, servono regole comuni"

Vertice in prefettura con i sindaci dei comuni costieri per evitare gli assembramenti che potrebbero far ripartire dei focolai di contagio

 

Per contrastare il rischio di assembramenti, come quelli registrati nello scorso fine  settimana a San Leone, il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, ha convocato i sindaci dei comuni costieri della provincia per discutere e concordare, con gli enti locali, delle regole condivise per la gestione movida.

Nell’intervento iniziale, l’assessore Cordaro ha rappresentato che, accanto alla possibilità di rifinanziare le attività previste dalla legge Regionale, seguito di un accordo con Anci e assessorato regionale alla Salute sarà possibile attingere ai fondi messi a disposizione per l’emergenza Covid -19, che potranno essere utilizzati già per la stagione in corso per un totale di circa di 2 milioni di Euro. Le risorse, verrebbero messe a disposizione dei sindaci per l’acquisto di cartellonistica e per l’utilizzo di volontari della Protezione civile.

I sindaci sono stati concordi nel rappresentare che le polizie locali, a causa di gravi carenze d’organico non sono in grado di assicurare un efficace pattugliamento delle spiagge che nella maggior parte dei casi si estendono per svariati chilometri e su litorali non sempre omogenei e facilmente raggiungibili. I primi cittadini, nella riunione di oggi, hanno evidenziato come  gli oneri finanziari per le attività di soccorso e salvataggio in mare siano totalmente a carico dei Comuni, mentre con riferimento alla possibilità di utilizzare i volontari di protezione civile per i servizi di vigilanza anti-assembramento è emersa la necessità di un supporto delle forze dell’prdine che interverranno su apposita richiesta.

Al vertice, in videoconferenza hanno  partecipato anche l’assessore regionale al Terrirorio e Ambiente, Totò Cordaro e il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello. L’elevato numero di giovani in strada e  gli abusi di sostanze alcoliche, oltre che per il rischio di una ripresa dei contagi da Coronavirus, fa temere anche per le cosiddette “stragi del sabato sera”. 

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