Regione condannata a pagare sgravi contributivi ad un'azienda di Naro

Lo ha deciso il Tar. L'assessorato al Lavoro dovrà erogare i benefici all'istituto di vigilanza "La Folgore"

Il Tar dà torto alla Regione. L'assessorato regionale al Lavoro dovrà pagare ad una società di Naro gli sgravi contributivi. Lo rende noto uno dei legali della società, Girolamo Rubino. 

L'Istituto di vigilanza La Folgore di Naro - si legge in una nota dell'avvocato Rubino - aveva chiesto all'assessorato regionale l'autorizzazione allo sgravio contributivo per l'assunzione a tempo indeterminato di due lavoratori, e successivamente per l'assunzione a tempo indeterminato di ulteriori tre. "Con formali provvedimenti - scrive Rubino - l'assessorato autorizzava la società a beneficiare dello sgravio contributivo previsto dalla legislazione regionale vigente, ma successivamente revocava i benefici contributivi ritenendo che la società avesse rilevato la ditta individuale 'Piraino Gino' con presa in carico dei lavoratori già occupati nella ditta individuale senza creare nuova occupazione".

La società narese si era, dunque, rivolta al Tar Sicilia per l'annullamento dei provvedimenti di revoca. I legali della società, Girolamo Rubino e Valentina Blunda, hanno sostenuto che le assunzioni erano state effettuate dalla ditta individuale "Istituto di Vigilanza Privata La Folgore di Piraino Gino", poi divenuta società denominata "Istituto di Vigilanza Privata la Folgore s.a.s. Di Piraino Gino e c." , e conseguentemente il requisito dell'incremento occupazionale doveva essere riferito all'unica azienda che aveva creato e mantenuto occupazione.

Il Tar, condividendo le tesi degli avvocati, ritenendo che lo scopo perseguito dal legislatore regionale è quello di favorire l'assunzione di lavoratori da parte di aziende siciliane, senza che rilevi la differenza formale tra il soggetto che ha operato le assunzioni e quello che trarrebbe vantaggio dall'aiuto, ha accolto il ricorso, annullando i provvedimenti di revoca impugnati.

Dunque, l'assessorato dovrà erogare i benefici contributivi all'azienda narese mentre quest'ultima potrà chiedere il risarcimento dei danni a causa dell'eccessiva durata del giudizio, protrattosi per circa nove anni.

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