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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Cave dismesse in Sicilia, nell'Agrigentino sono 42: il recupero genera occupazione

I sindacati, con in testa Paolo D'Anca, hanno chiesto un tavolo tecnico alla Regione

Più di 270 stabilimenti dismessi da anni, sparsi in ogni posto di Sicilia: sono le cave abbandonate dell’isola. Vecchi siti minerari di pietra calcarea, pomice, tufo, sabbia, argilla e gesso, tutto questo potrebbe essere recuperato. Secondo quanto fa sapere l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, l’appello è arrivato dai sindacati dei lavoratori.

“Oggi potrebbero essere recuperati creando nuova occupazione, salvaguardando, al tempo stesso, l'ambiente”. Queste le parole della Filca Cisl regionale, che ha chiesto una un tavolo tecnico alla Regione. “A livello nazionale ha fatto già partire il recupero di 30 cave abbandonate, ma che in Sicilia, evidentemente, non funziona”. 

Uno strumento per far rivivere gli stabilimenti potrebbe già esserci, convertendo i luoghi in aziende green. A puntare il dito è il segretaraio della Filca Sicilia, Paolo D’Anca: “Mancano le agevolazioni regionali. Ci sarebbero quelle previste per le Zes, le Zone economiche speciali a 100 chilometri dalla costa, che sono state già individuate ma restano inattive”. In testa come numero di cave presenti, spunta l’Agrigentino: con ben 42  stabilimenti.  

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