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Il relitto del peschereccio

Il relitto del peschereccio

Canale di Sicilia, recuperato il peschereccio naufragato nel 2015

La tragedia avvenne il 18 aprile a 200 chilometri a sud di Lampedusa. L'imbarcazione sarà adesso trasportata ad Augusta dove si provvederà al recupero dei cadaveri intrappolati nella stiva

È stato recuperato il peschereccio affondato nel Canale di Sicilia il 18 aprile 2015, giorno della più grande tragedia nel Mediterraneo, in cui persero la vita più di 700 migranti. L'imbarcazione sarà adesso trasportata ad Augusta dove saranno avviate le operazioni di recupero dei cadaveri intrappolati all'interno della stiva.

Il naufragio avvenne a circa cento chilometri a nord della costa libica e a 200 chilometri a sud di Lampedusa. Tra le cause della tragedia il sovraffollamento dell'imbarcazione, che è stata sbilanciata da manovre errate e dagli spostamenti dei migranti a bordo. Poche ore dopo il naufragio, la polizia arrestò il tunisino Mohammed Ali Malek, di 27 anni, e il siriano Mahmud Bikhit, di 25, identificati come scafisti grazie alle testimonianze dei superstiti.

Due anni prima, il 3 ottobre 2013, un'altra imbarcazione era naufragata a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa. Quella volta il barcone si era incendiato prima di colare a picco. La tragedia costò la vita a 366 persone.

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