Recinzione e cancello su area demaniale, il Comune: "Venga rimosso tutto"

Concessi 30 giorni per ripristinare i luoghi. In caso contrario, sarà l'ente a sostituirsi al privato e ad eliminare gli abusi procedendo a sue spese

Non soltanto immobili – più o meno grandi – abusivi. Ma anche muretti e recinzioni, magari su un’area di proprietà del Demanio dello Stato. A scoprire un nuovo abuso edile è stato il corpo della polizia municipale, coordinato dal comandante Gaetano Di Giovanni. La squadra, che in maniera meticolosa si occupa della prevenzione e repressione del fenomeno dell’abusivismo, ha scovato – su un’area di proprietà del Demanio – una recinzione con pali in ferro e rete metallica schermata con frangivento e incannucciato per circa 50 metri e un cancello di ferro.

Opere tutte – secondo quanto è stato accertato dai vigili urbani di Agrigento – abusive. Opere per le quali è arrivato l’ordine – firmato dal dirigente del settore Territorio e Ambiente di palazzo dei Giganti: Giuseppe Principato – di rimuoverle tutte e di ripristinare il territorio entro 30 giorni. “In difetto – ha scritto il dirigente del settore Territorio e Ambiente – si provvederà d’ufficio a spese di chi ha realizzato queste opere”. Naturalmente, anche in questo caso, qualora si dovesse trattare di opere poste sotto sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria, gli agrigentini dovranno chiedere il dissequestro al giudice prima di procedere alla demolizione e rimozione.

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Ad occuparsi di controllare se effettivamente l’ordinanza verrà eseguita sarà proprio la squadra Edilizia della polizia municipale che, alla scadenza del termine indicato dal dirigente comunale, dovrà segnalare l’ottemperanza o meno. E’ scontato che, anche in questo caso, gli agrigentini – qualora lo ritenessero opportuno – potranno fare ricorso, contro questo provvedimento, al Tar entro 60 giorni.

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