Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Violazione dei sigilli dello stabilimento sequestrato, assolto imprenditore

Secondo il giudice il fatto è di particolare tenuità e non meritevole di una condanna: la struttura era stata requisita per presunti abusi edilizi

(foto archivio)

"Assoluzione per particolare tenuità del fatto". Con questa sentenza il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Manfredi Coffari, ha scagionato Giuseppe Cumella, 32 anni, di Porto Empedocle, proprietario della struttura balneare Kaeso, a Realmonte, accusato di violazione di sigilli.

L'imprenditore, che è stato difeso dall'avvocato Luigi Troja, era stato denunciato con l'accusa - nella qualità di custode della struttura che era stata posta sotto sequestro nell'ambito di un procedimento per presunti abusi edilizi - di avere materialmente rimosso il sigillo col filo di piombo che era stato collocato per avvisare della circostanza che era stato disposto il sequestro. 

L'imputato si è sempre difeso sostenendo che non era stato lui l'autore della rimozione del sigillo e che non avrebbe avuto alcun interesse a farlo ipotizzando che fosse avvenuta, probabilmente, a causa del vento. 

Il giudice, pur non credendo a questa circostanza, ha ritenuto "minima l'intensità del dolo" sottolineando che il danno è esiguo. La sentenza è stata, quindi, di assoluzione.  

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