Villaggio del vip abusivo alla Scala dei Turchi, nessuno rinuncia alla prescrizione

Il decorso del tempo ha spazzato via diverse imputazioni, maresciallo rivela: "Indagine partita dopo un esposto dell'allora assessore regionale Mariella Lo Bello"

"L'allora procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo, nel 2014, mi delegò di svolgere alcune indagini su una lottizzazione in corso di realizzazione nei pressi della Scala dei Turchi. Mi incaricò di acquisire tutta la documentazione del progetto sulla base di un esposto dell'assessore regionale Mariella Lo Bello e di alcune notizie giornalistiche".

Il maresciallo Francesco Di Giorgio, in servizio alla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri, rivela in aula come partì l'inchiesta sulle presunte irregolarità legate alla realizzazione del cosiddetto “Villaggio dei vip”, un complesso di villette a schiera, nei pressi della Scala dei Turchi, a Realmonte, la cui realizzazione è stata bloccata sul nascere e, adesso, è approdata in aula per l'inizio del dibattimento. All'udienza precedente, i giudici hanno fatto presente che i cinque capi di imputazione che ipotizzano i reati di lottizzazione abusiva e di "deturpazione di bellezze naturali", risalenti a partire dal 2008, sono prescritti: gli imputati, interrogati sulla questione, hanno dichiarato formalmente di non rinunciarvi. Nella peggiore delle ipotesi, quindi, per questi fatti ci potrà essere solo una condanna civile al risarcimento. 

Resta in piedi solo l'abuso di ufficio, contestato a tutti gli imputati, e la singola accusa di falso, ipotizzata nei confronti del direttore dei lavori Daniele Manfredi che avrebbe attestato falsamente, in due perizie consegnate alla Sovrintendenza, che il progetto rispettava il limite della distanza di 150 metri dalla battigia. 

Prima dell'audizione del sottufficiale, l'avvocato Giuseppe D'Aquì, che compone il collegio di difesa insieme, fra gli altri, agli avvocati Leonardo Marino, Alessandro Patti, Luigi Restivo e Vincenzo Caponnetto, ha chiesto l'estromissione di Legambiente dal processo dove era stata già ammessa come parte civile.

Il collegio di giudici presieduto da Wilma Angela Mazzara, con a latere Fulvia Veneziano e Manfredi Coffari, dopo essersi ritirato in camera di consiglio, ha rigettato la richiesta ritenendo che "la questione è stata già affrontata e risolta nell'udienza preliminare". 

Dopo Di Giorgio, è stato ascoltato anche il secondo teste del pubblico ministero Antonella Pandolfi, l'architetto Luciano Montalbano, che ha iniziato a illustrare i contenuti della consulenza redatta su incarico della Procura.

"Non è stato rispettato il divieto di edificare nella fascia dei 150 metri dal mare e, soprattutto, è stata violata la norma che impone in quella zona qualsiasi tipo di costruzione fino all'approvazione di un piano paesistico".

Gli otto imputati sono: l’architetto Giuseppe Vella, 59 anni, funzionario del Comune di Realmonte; Giuseppe Farruggia, 64 anni, ex sindaco di Realmonte nonché progettista della lottizzazione Co.Ma.Er; Cristoforo Giuseppe Sorrentino, 54 anni, tecnico dell’Utc di Realmonte, responsabile del procedimento della lottizzazione Co.Ma.Er; Daniele Manfredi, 57 anni, direttore dei lavori; Giovanni Farruggia, 61 anni, direttore dei lavori per le opere di urbanizzazione relative alla lottizzazione Co.Ma.Er; Vincenzo Caruso, 62 anni, all'epoca dirigente del servizio per i Beni paesistici della Soprintendenza; Agostino Friscia, 65 anni, dirigente della Soprintendenza; e Calogero Carbone, 65 anni, anch'egli dirigente della Soprintendenza.

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