Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

"Prende il sole alla Scala dei Turchi ma la scogliera è sotto sequestro", condannato

Il blitz della Capitaneria di porto aveva fatto scattare altre 15 denunce: il giudice gli infligge 4 mesi di reclusione convertiti in 4.550 euro di multa

La Scala dei Turchi sotto sequestro

Quattro mesi di reclusione, ridotti per il rito a due e convertiti in 4.550 euro di multa: la tintarella alla Scala dei Turchi costa carissima a un turista palermitano che ha rimediato una condanna per violazione dei sigilli.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha firmato un decreto penale di condanna nei confronti di Angelo Ippolito, 33 anni, di Collesano, accusato di violazione dei sigilli. La denuncia nei suoi confronti era scattata lo scorso 5 luglio. La Capitaneria di porto e la polizia, nell'ambito di una serie di operazioni mirate, avevano fatto un blitz nella scogliera di marna, posta sotto sequestro dalla magistratura nell'ambito di una complessa indagine che deve fare luce sulla proprietà.

Il trentenne, insieme ad altre quattordici persone, si trovava alla Scala dei Turchi e prendeva il sole nell'area dove non si poteva accedere ed erano apposti vistosi cartelli con del nastro bianco e rosso per circoscrivere alcuni ingressi. 

La Guardia Costiera e la polizia, come fatto in altre circostanze in quel periodo, identificò tutte le persone che si trovavano nella zona e le segnalò alla Procura della Repubblica per l'ipotesi di reato di violazione di sigilli. Diverse decine di turisti, nel corso dell'estate, sono stati denunciati per gli stessi fatti dopo essere stati sorpresi a prendere la tintarella sulla marna bianca oppure semplicemente a farsi un selfie.

Nel caso di Ippolito, il pubblico ministero Gloria Andreoli, titolare del procedimento, ha chiesto al giudice di emettere un decreto penale di condanna. Si tratta, in sostanza, di un procedimento speciale che prevede una sentenza senza un vero e proprio processo. Contraddittorio che il trentenne, attraverso il suo legale Gianfranco Pilato, potrà chiedere entro quindici giorni se non vorrà "accettare" la condanna. 

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