Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

"Ha pedinato, ingiuriato e minacciato l'ex moglie": assolto 56enne

La sentenza, del giudice monocratico Giuseppa Zampino, è stata pronunciata con formula piena: "perché il fatto non sussiste"

L'ex moglie lo aveva denunciato per stalking e violenza privata. Il cinquantaseienne, L. P. S., di Realmonte era finito a processo davanti al giudice monocratico Giuseppa Zampino che lo ha, però, assolto con formula piena: "perché il fatto non sussiste". A rappresentare e difendere l'imputato è stato l'avvocato Giuseppina Ganci. 

L'uomo era accusato di aver ingiuriato, pedinato (passando anche più volte sotto casa della donna), e minacciato l'ex consorte che, stando alle accuse rivolte al cinquantaseienne, era stata costretta a cambiare le sue abitudini di vita. Accuse che appunto hanno fatto configurare l'ipotesi di stalking. Contestato anche un caso di violenza privata avvenuto nel luglio del 2014 a Villaggio Mosè quando la donna fu costretta,  con violenza, a fermare la sua marcia mentre percorreva il viale Leonardo Sciascia poichè affiancata dall'ex marito che con insistenza voleva parlarle.

"Nel corso del dibattimento - ha ricostruito la difesa dell'imputato - la donna, nel raccontare gli episodi denunciati di cui si riteneva vittima è stata più volte contestata dall'avvocato Ganci, venendo meno la sua attendibilità nei riscontri sia dei luoghi che dei fatti. In particolare è emerso come le telefonate ricevute avevano ad oggetto l'educazione dei figli - prosegue la ricostruzione del legale - e come la donna assecondasse il marito recandosi nei luoghi da lui frequentati dove sapeva di trovarlo, così come nessuna violenza privata è stata effettuata nel costringere la donna a fermarsi che ben poteva avere via di fuga essendo il viale Leonardo Sciascia una strada ben larga e con un'ampia via di fuga".
 

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