Cronaca

Lottizzazione illegale alla Scala dei Turchi? La difesa all'attacco: "Favoritismi e accanimento"

Il legale del geometra Daniele Manfredi replica alla richiesta di condanna: "Non ha commesso alcun falso, in quella zona tanti costruttori sono rimasti impuniti. Consulenza della Procura grossolana. I pm di Caltanissetta indagano"

Il progetto del Borgo della Scala dei Turchi

"Il geometra Daniele Manfredi non ha commesso alcun abuso e non ha falsificato nessuna perizia perchè la distanza dalla battigia dei fabbricati era di 200 metri, la consulenza della Procura è grossolanamente erronea. Per fortuna l'architetto che l'ha redatta ha cambiato mestiere e fa l'impiegato comunale". 

Dopo la requisitoria del pubblico ministero Cecilia Baravelli, che ha chiesto la condanna degli 8 imputati, si sono concluse le arringhe difensive al processo sulle presunte irregolarità legate alla realizzazione del cosiddetto “Villaggio dei vip”, un complesso di villette a schiera, bloccato sul nascere dall'inchiesta.

Sul banco degli imputati siedono: l’architetto Giuseppe Vella, 59 anni, funzionario del Comune di Realmonte; Giuseppe Farruggia, 64 anni, ex sindaco di Realmonte nonché progettista della lottizzazione Co.Ma.Er; Cristoforo Giuseppe Sorrentino, 54 anni, tecnico dell’Utc di Realmonte; Daniele Manfredi, 57 anni, direttore dei lavori; Giovanni Farruggia, 61 anni, direttore dei lavori per le opere di urbanizzazione relative alla lottizzazione Co.Ma.Er; Vincenzo Caruso, 62 anni, Agostino Friscia, 65 anni, e Calogero Carbone, 65 anni, dirigenti della Soprintendenza. Il magistrato della Procura ha chiesto la condanna a 2 anni e 2 mesi di Manfredi, accusato di abuso di ufficio e falso; 2 anni per tutti gli altri ai quali si contesta il solo abuso di ufficio. Chiesta anche la confisca delle opere edilizie sequestrate.

I reati di lottizzazione abusiva e di "deturpazione di bellezze naturali", risalenti a partire dal 2008, sono prescritti. Resta in piedi solo l'abuso di ufficio, contestato a tutti gli imputati, e la singola accusa di falso, ipotizzata nei confronti del direttore dei lavori Daniele Manfredi che avrebbe attestato falsamente, in due perizie consegnate alla Sovrintendenza, che il progetto rispettava il limite della distanza di 150 metri dalla battigia. E' questa una delle principali accuse oltre allo sforamento delle altezze dei fabbricati.

L'avvocato Luigi Restivo, fra gli altri, ha illustrato le arringhe in difesa di Manfredi sostenendo che non è stato commesso alcun reato e che "il consulente della Procura, l'architetto Luciano Montalbano, non ha saputo spiegare nemmeno la discrasia evidente negli orari delle operazioni e le metodologie usate".

Il legale ha attaccato anche la Procura sottolineando che "in quel versante numerosi costruttori hanno realizzato abusi impuniti e nei confronti degli imputati, invece, c'è stato un accanimento ingiusto sul quale sta indagando la Procura di Caltanissetta. Il pm Antonella Pandolfi è tuttora indagata per abuso di ufficio".

Prima di Restivo ci sono state le arringhe degli avvocati Vincenzo Caponnetto, Enrico Quattrocchi e Fabio Quattrocchi, nell'interesse di Caruso e dei Farruggia. Gli avvocati Leonardo Marino e Giuseppe Daquì hanno discusso all'udienza precedente. Con l'ultimo intervento, i giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazzara hanno rinviato il processo al 12 ottobre per le eventuali repliche di pm e difensori e la sentenza. 

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