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Cronaca

L'inchiesta antidroga "Fish&Drug", le intercettazioni: "Cento chili di fumo ci sono scomparsi!”

E' il 2 novembre del 2019 quando i poliziotti, effettuando un sopralluogo, in un appezzamento di terreno dove si erano fermati in precedenza i due indagati, hanno rinvenuto e sequestrato circa 120 chili di hashish, suddiviso in imballaggi di diversa misura e peso, parte in due valigie in tessuto di iuta

"Cento chili di fumo sono scomparsi!". "Come minchia è scomparso?". E' il 9 novembre del 2019 quando i cugini Riccardo Volpe e Luigi Fiore, entrambi posti agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico nell'ambito dell'inchiesta "Fish & Drug", si accorgono che l'ingente quantità di "roba", occultata qualche giorno prima, è scomparsa. Avrebbero dovuto recuperare quel carico, ma dell'hashish - stando a quanto emerge dalle pagine dell'ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Francesco Provenzano su richiesta del procuratore capo, facente funzioni, Salvatore Vella e del sostituto Sara Varazi - non c'è più traccia.

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Sono le ore 11,37 quando i cugini - stando, appunto, a quanto emerge dalle intercettazioni, cercano e ricercano. E si sente che spostano oggetti ed erba presenti nel posto, mentre cercano qualcosa che verosimilmente avevano precedentemente nascosto - è stato ricostruito dai poliziotti della Squadra Mobile, che sono coordinati dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi, e dalla Procura di Agrigento - . "Sta funcia di minchia c'è!" - sbotta Luigi Fiore - .

E' il 2 novembre del 2019 quando i poliziotti, effettuando un sopralluogo, in un appezzamento di terreno dove si erano fermati in precedenza i due indagati, hanno rinvenuto e sequestrato circa 120 chili di hashish, suddiviso in imballaggi di diversa misura e peso, parte in due valigie in tessuto di iuta di colore blu artigianalmente realizzate, parte ancora custodita all’interno di uno zaino. 

I poliziotti non avendo ancora individuato con certezza i responsabili e ritenendo che potessero recarsi sul posto per recuperare la sostanza depositata, procedevano al monitoraggio del luogo con attività di videoripresa, che tuttavia non consentiva di raccogliere elementi utili alle indagini, e con un servizio di intercettazione tra presenti, che, invece, permetteva di raccogliere elementi utili - è stato ufficialmente ricostruito nella richiesta di misure cautelari fatta al gip dalla Procura - . 

Intorno alle ore 21 dell'11 novembre del 2019, la polizia tornava nuovamente sul luogo e rinveniva una busta in plastica di colore nero, all’interno della quale erano occultati circa 5 chili di hashish, suddivisi in 10 panetti di diversa misura e peso. 

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La droga era stata scaricata e occultata in un terreno di Realmonte. 

E il 9 novembre del 2019, i due non riescono a darsi pace: "Sta gargia di minchia!"; "Io qua l'avevo messo, all'inizio, ti ricordi?". "Cento chili di fumo ci sono scomparsi - avrebbe detto, stando a quanto è stato ricostruito nella richiesta di misure cautelari della Procura, Riccardo Volpe - . Io ... non lo so come sia scomparso questo fumo!".

Per la Procura, "le affermazioni dei due cugini non lasciavano alcun dubbio sulle responsabilità in ordine al pescaggio e successivo trasporto a Realmonte dei 125 chili di hashish rinvenuti dalla polizia di stato sul luogo delle loro ricerche“. 

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