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Accusato di avere truffato avvocato ma querela è tardiva, prosciolto direttore banca

La Corte di appello di Palermo ribalta la condanna in primo grado per Salvatore Lombardo

La querela è stata presentata oltre i tre mesi previsti: per questo i giudici della Corte di appello di Palermo hanno cancellato la condanna a un anno di reclusione, inflitta per l'accusa di truffa, all'ex direttore della Banca Antonveneta di Ravanusa, in seguito licenziato, Salvatore Lombardo.

L'ex funzionario era accusato di avere raggiraro l'avvocato Carmelo Pitrola facendosi prestare una somma di denaro di circa 50 mila euro e dando a garanzia due assegni che, in realtà, erano riconducibili a una società della moglie del direttore della banca. Quando il prestito non venne onorato il legale presentò una denuncia per truffa sostenendo di avere scoperto che gli assegni erano stati soltanto siglati da Lombardo ma erano stati emessi dall'impresa.

Ne è scaturito un processo a carico di Lombardo per l'accusa di truffa aggravata. In primo grado il giudice monocratico di Agrigento, Giuseppe Miceli, lo ha condannato a un anno di reclusione escludendo, però, l'aggravante "dell''abuso di relazioni di prestazioni d'opera". In appello il suo difensore, l'avvocato Ignazio Valenza, ha chiesto l'assoluzione sostenendo che Pitrola "sapesse fin dall'inizio che il prestito lo stava elargendo alla società e non al direttore della banca che stava facendo solo da intermediario. Non c'è stata alcuna truffa - aveva aggiunto il legale - ma al massimo siamo in presenza di un illecito civile". La difesa ha poi sostenuto che la querela - necessaria visto che in primo grado era stata esclusa l'aggravante - era stata presentata tardivamente perchè "l'avvocato Pitrola era andato in banca a tentare di scambiare gli assegni datigli in garanzia, mostrando di essere a conoscenza della presunta truffa nei suoi confronti, ben oltre novanta giorni prima di avere presentato querela". Il codice prevede, infatti, che per il reato di truffa, non aggravata, la querela vada presentata entro 90 giorni dal fatto o da quando si abbia contezza del fatto stesso. La tesi è stata recepita dai giudici che hanno disposto il "non doversi procedere". 

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