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Domenica, 23 Gennaio 2022
La strage / Ravanusa

L'inferno di via Trilussa, la Procura: "Esplosione prodotta da una 'camera' di metano innescata da una casuale scintilla"

Patronaggio: "Sul come e sul perché si sia creata la 'bolla'  e perfino sul punto esatto dove la stessa si sia determinata (al momento localizzata al di sotto o in adiacenza della abitazione del civico  numero 65), permangono dubbi che saranno sciolti dalle investigazioni tecniche e di polizia giudiziaria"

"L'esplosione è stata prodotta da una 'bolla' o 'camera' di metano innescata da una casuale scintilla". A fare chiarezza, in maniera ufficiale, sulle cause dell'inferno di via Trilussa a Ravanusa, è il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio. "Si sta cercando di ricostruire la dinamica dell'esplosione e del successivo propagarsi della 'palla di fuoco' e dell'onda d'urto - ha spiegato - . Viceversa , sul come e sul perché si sia creata la 'bolla' , e perfino sul punto esatto dove la stessa si sia creata (al momento localizzata al di sotto o in adiacenza della abitazione del civico  numero 65 di via Trilussa), permangono dubbi che saranno sciolti dalle investigazioni tecniche e di polizia giudiziaria in corso e di cui si darà successivamente notizia se ed in quanto ostensibili". Nel corso dei diversi sopralluoghi, all'ultimo dei quali ieri era presente anche il procuratore aggiunto Salvatore Vella, "sono stati repertati, per le successive analisi, diversi ed etoregenei materiali rinvenuti sul luogo del disastro". Delle indagini - strettamente di polizia giudiziaria - si stanno occupando i carabinieri del nucleo Operativo del comando provinciale di Agrigento, con a capo il maggiore Luigi Balestra, e il nucleo Investigativo antincendio di Palermo guidato dall'ingegnere Pedone. 

L'inferno di via Trilussa, pm e pool di consulenti al lavoro sul luogo della strage: in corso un sopralluogo tecnico

Dopo l'esplosione e i relativi crolli avvenuti - fra via Trilussa e dintorni a Ravanusa - la sera di sabato, 11 dicembre, la Procura ha subito aperto un fascicolo a carico di ignoti per le ipotesi di reato di disastro colposo ed omicidio colposo plurimo. La complessità delle investigazioni ha comportato la necessità di creare un pool di magistrati con il compito di dirigere le indagini preliminari e coordinare i numerosi tecnici incaricati di coadiuvare gli stessi  pm. Il pool, coordinato dal procuratore capo Luigi Patronaggio, è costituito dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai sostituti Chiara Bisso e Sara Varazi. Contestualmente, la Procura di Agrigento ha dato incarico a tre medici legali di svolgere l'esame autoptico sui corpi delle vittime. Autopsie che hanno avuto il compito, naturalmente, "di conoscere le cause del decesso e la presenza di tracce di gas, o di altri elementi volatili, nei tessuti molli , nei polmoni e nel cervello delle vittime" - ha reso noto il procuratore capo Luigi Patronaggio - . E' stato, inoltre, costituito un collegio peritale che è coordinato dall'ingegnere 
Antonino Barcellona ed è costituito dagli ingegneri Gianluca Buffa, Giovanni Vella e Alessandro Benigno.

La Procura della Repubblica di Agrigento si è riservata di nominare un consulente geologo e un altro esperto in materiali esplodenti.

L'inchiesta sulla strage di Ravanusa: verifiche e sopralluoghi del pool di periti fra via Trilussa e dintorni

Dopo la messa in sicurezza del quadrilatero interessato dall'esplosione - un'area di circa 10.000 metri quadrati - sono stati acquisiti filmati di videocamere di sorveglianza, mappe di rete (in cartaceo e in file) e mappe geologiche dei luoghi. Il territorio di Ravanusa è classificato a rischio geologico medio-alto.

Nel corso dei diversi sopralluoghi, l'ultimo dei quali, in maniera collegiale è stato fatto ieri, "sono stati repertati, per le successive analisi, diversi ed etoregenei materiali rinvenuti sul luogo del disastro - ha reso noto Patronaggio - . Il procedimento pende a carico di ignoti e gli unici avvisi sono stati notificati in relazione agli atti irripetibili effettuati. 

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