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"Stalking e violenza privata alla moglie", 34enne torna libero dopo 17 mesi

Secondo il giudice, davanti al quale è in corso il processo, la condotta corretta ha fatto venire meno le esigenze cautelari

"Il quadro cautelare va rivisitato alla luce della condotta corretta tenuta dall'imputato in questi diciassette mesi di applicazione della misura". Con queste motivazioni il giudice Giuseppe Miceli - al quale si è rivolto il difensore, l'avvocato Calogero Lo Giudice - ha revocato il divieto di avvicinamento all'ex moglie, nei confronti del ravanusano Enzo Ponticello, 34 anni, sotto processo per le accuse di stalking e violenza privata.

“Ti ammazzo ma non lo farò adesso - avrebbe detto alla donna -, solo dopo la sentenza di separazione. Prima voglio farti provare la sensazione di vederti togliere i figli e poi ti posso ammazzare”. Dopo quasi un anno di persecuzioni, interrotte solo con un provvedimento del gip che gli imponeva di tenersi distante dalla moglie, con cui erano in corso le pratiche per chiudere il rapporto coniugale, l'uomo era finito a giudizio.

Il ravanusano è accusato di avere ripetutamente pedinato, insultato e minacciato la compagna che sarebbe stata pure seguita in numerose occasioni. In una circostanza, dopo avere appreso che la moglie, lo aveva denunciato, l’avrebbe minacciata: “Prima che mi rovini tu, ti rovino io”. E poi le avrebbe sputato sul viso. Poi, nei giorni successivi, le esplicite minacce di morte, di metterla “dentro il tombino”.

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