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"Ti ammazzo ma prima ti tolgo i figli", chiesto rinvio a giudizio per 34enne

La Procura manda a processo un uomo che, nei mesi scorsi, era stato allontanato dalla moglie dopo una serie di manifestazioni violente

“Ti ammazzo ma non lo farò adesso, solo dopo la sentenza di separazione. Prima voglio farti provare la sensazione di vederti togliere i figli e poi ti posso ammazzare”. Dopo quasi un anno di persecuzioni, interrotte solo con un provvedimento del gip che gli imponeva di tenersi distante dalla moglie, con cui erano in corso le pratiche per chiudere il rapporto coniugale, arriva la richiesta di rinvio a giudizio per un trentaquattrenne di Ravanusa accusato di stalking e violenza privata. L’udienza preliminare, fissata in seguito alla richiesta di approfondimento dibattimentale del pubblico ministero Gloria Andreoli, è stata fissata per il 26 novembre davanti al gup Stefano Zammuto.

Il trentenne, difeso dall'avvocato Calogero Lo Giudice, davanti al giudice che lo aveva allontanato dalla donna, in occasione dell’interrogatorio, ha respinto le accuse negando di avere mai perseguitato la donna e precisando che, al massimo, si è trattato di “sporadiche manifestazioni di insofferenza rispetto al suo atteggiamento provocatorio nelle circostanze in cui - ha detto - andavo a prelevare i nostri figli”. Il ravanusano è accusato di avere ripetutamente pedinato, insultato e minacciato la compagna che sarebbe stata pure seguita in numerose circostanze. 

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