Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Ravanusa

"Neonato morto per problemi respiratori", due medici dal gup: via libera a nuova perizia

La difesa di uno dei sanitari imputati chiede al giudice di disporre alcuni accertamenti per fare luce sul decesso del piccolo. Contestati ritardi in alcuni esami e il mancato intervento dopo il parto

Via libera ad una nuova perizia per fare luce sulla morte di un neonato, avvenuta 4 anni fa all'ospedale Barone Lombardo di Canicattì, poche ore dopo la nascita.

Due gli imputati, per l'ipotesi di omicidio colposo, comparsi davanti al gup Francesco Provenzano. Si tratta di Maria Favata, 63 anni, pediatra e Stefano Attardo, 66 anni, medico neonatologo, entrambi in servizio nella stessa struttura. La morte del piccolo Francesco, figlio di una coppia di ravanusani, è avvenuta il 6 marzo del 2017.

Il difensore di Favata, l'avvocato Salvatore Manganello, ha chiesto il giudizio abbreviato subordinato alla condizione di disporre una perizia medico legale da parte del giudice che possa fare piena luce sulle cause del decesso. Nessuna richiesta da parte del difensore dell'altro medico, l'avvocato Eduardo Cirino. Il 2 dicembre si torna in aula per dare l'incarico ai periti che dovranno effettuare una relazione e riferire al giudice e alle parti. 

Nei mesi scorsi il giudice aveva emesso un'ordinanza con cui disponeva che il pubblico ministero Elenia Manno indagasse su sette nuovi aspetti per mettere a fuoco meglio, oltre alla condotta dei sanitari dell’ospedale, anche le condizioni strutturali, il ruolo eventuale di altri medici nella vicenda e i vari incarichi all’interno della struttura. 

Dal supplemento di indagini, che sono durate 90 giorni, è emersa l'ipotetica responsabilità di un terzo medico nei cui confronti è stata chiesta, comunque, l'archiviazione. Il procedimento, dopo l'opposizione dei genitori del bimbo, rappresentati dall'avvocato Ignazio Valenza alla decisione di archiviare il caso, è ancora aperto. 

La Procura ipotizza lo svolgimento di esami diagnostici in ritardo di quasi due ore e il mancato intervento subito dopo il parto: la negligenza operativa, secondo l’accusa, avrebbe provocato la morte del neonato, poche ore dopo la nascita, all'ospedale Barone Lombardo di Canicattì. 

Alla richiesta di rinvio a giudizio si è arrivati sulla base degli esiti della consulenza dei medici Giuseppe Ragazzi e Claudia Giuffrida e all’esame della documentazione clinica. Accertamenti che adesso saranno integrati su richiesta della difesa della pediatra secondo cui la condotta del medico è stata esente da censure e non c'è stata alcuna responsabilità nella morte del neonato.

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