Ravanusano morto dopo dimissioni dall'ospedale, archiviata inchiesta per otto medici

Calogero Ragusa, 70 anni, è deceduto il 19 febbraio del 2017 per un'emorragia

Va in archivio l'inchiesta a carico di otto medici che sono stati tirati in ballo per un sospetto caso di malasanità. Così ha disposto il giudice che ha accolto la richiesta avanzata dalla stessa procura che ha proposto di chiudere definitivamente il dossier a carico del primario di neurologia del Sant'Elia e di altri sette medici dello stesso reparto accusati di omicidio colposo per avere provocato la morte di un ravanusano.

Lo scrive oggi il Giornale di Sicilia.

All'istanza si erano opposti i familiari della vittima. Il fascicolo che era stato aperto nei confronti del primario Michele Vecchio, Maria Grazia Naso, Maria Giovanan Randisi, Clorinda Occhipinti, Roberto Grimaldi, Maria Rosaria Verniccio, Linda Iurato (e Nicola Alberio. Per tutti gli indagati l'iniziale ipotesi di reato era di omicidio colposo. Contestazione legata alla morte di un paziente, il sessantenne di Ravanusa, Calogero Ragusa, deceduto il 19 febbraio 2017.

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L'uomo è arrivato al «Sant'Elia» il 9 febbraio del 2017 e lì gli sarebbe stato diagnosticato «un focolaio emorragico iperdenso in sede capsulare sinistra». Dopo qualche accertamento è stato ricoverato a neurologia per ictus cerebrale emorragico. E lì è rimasto per alcuni giorni. Secondo i familiari del paziente, l'ematoma sarebbe stato ancora presente e il loro congiunto era ancora in parte paralizzato, così sarebbe stato dimesso in modalità protetta, predisponendo l'assistenza domiciliare. Prima di lasciare l'ospedale - sempre secondo i parenti - gli sarebbe stato tolto bruscamente il catetere. E, secondo i parenti, per l'asportazione brusca del catetere prima delle dimissioni, avrebbe avuto ancora una infezione in corso. Il 19 febbraio l'uomo morì nella sua abitazione.

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