Domenica, 21 Luglio 2024
Tribunale / Ravanusa

Insulta e minaccia di morte il maresciallo del paese e va a "cercarlo" a casa, il carabiniere la perdona: prosciolta

Non doversi procedere per una 62enne accusata di avere intimidito, anche sui social postando la foto, il sottufficiale che - a suo dire - aveva avuto un ruolo nell'affidamento del figlio della donna

"Porco, bastardo... devi morire, la devi pagare". Queste e tante altre frasi di insulti e minacce, scritte sui social e pronunciate personalmente e persino sotto la casa dove si trovava la presunta vittima, avrebbero avuto come destinatario il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Tirrito, per tanti anni a capo della Stazione di Ravanusa, reo - a suo dire - di averla danneggiata in un procedimento di affido che riguardava il figlio.

Il sottufficiale, tuttavia, la perdona implicitamente non presentandosi a testimoniare nel processo a carico della donna e sancendo, quindi, il suo proscioglimento. Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Manfredi Coffari, ha emesso una sentenza di "non doversi procedere per remissione tacita della querela" nei confronti di Anna Maria Concetta Messana, 62 anni, di Ravanusa, accusata di minaccia.

La donna, difesa dall'avvocato Davide Casà, finita negli anni scorsi al centro di vicende giudiziarie dal tenore simile, era accusata di avere preso di mira il maresciallo del paese in diverse circostanze. 

La vicenda risale al 2017. La donna, nel marzo di quell'anno, avrebbe pubblicato sul proprio profilo Facebook una foto del maresciallo con la scritta: "Tirrito sarà morto". E poi ancora numerosi post dal tenore simile in cui lo insultava, lo accusava di averle rovinato la vita e minacciava che gliel'avrebbe fatta pagare.

Il 28 novembre, incontrando un amico del maresciallo lo avrebbe etichettato come "bastardo che deve morire" annunciando che, qualora lo avesse incontrato, avrebbe fatto danno. L'indomani, quando Tirrito si trovava insieme allo stesso amico nell'abitazione di quest'ultimo, sarebbe andata davanti alla casa per minacciarlo di morte. Fu proprio in seguito a questo episodio che il maresciallo decise di denunciarla salvo poi rimettere tacitamente la querela. 

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