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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Ravanusa

"Estorsione a medico dal carcere", rinviati a giudizio due detenuti

Al professionista fu stata inviata una richiesta scritta di 25.000 euro e altri oggetti: "Guarda che gli infami rischiano di farsi ammazzare"

Richieste estorsive di denaro e altri oggetti dal carcere con la raccomandazione di “non dare confidenze a nessuno perché la gente è infame e a volte rischia anche di farsi ammazzare. Capiscimi”. Il medico di Ravanusa, già in passato vittima del racket da parte di uno dei due, quando ricevette la lettera minatoria dal carcere, anziché prestarsi alle richieste, andò dai carabinieri a denunciare tutto.

Per i due presunti autori del tentativo di estorsione è stato deciso il rinvio a giudizio. Si tratta di Giuseppe Gioacchino Mantegna, 37 anni, di Ravanusa, e Leonardo Capizzi, 40 anni, di Canicattì. La decisione di disporre l’approfondimento dibattimentale, su richiesta del pubblico ministero Silvia Baldi, è del giudice dell’udienza preliminare Alfonso Malato. Il processo inizierà il 5 dicembre davanti al giudice Maria Teresa Moretti. I due imputati, difesi dagli avvocati Calogero Meli e Antonino Casalicchio, erano detenuti nel carcere di Siracusa e avrebbero chiesto il pizzo al professionista con una lettera scritta a mano. La missiva, secondo quanto avrebbe accertato una perizia grafologica, sarebbe stata materialmente scritta da Capizzi ma la firma era di Mantegna, che in passato avrebbe preso di mira il medico facendogli un’estorsione di 25 mila euro

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