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"Esproprio mai concluso", il Cga condanna il Comune di Ravanusa

Entro 90 giorni l'ente dovrà decidere se restituire i terreni occupati ripristinandoli o se definire le procedure

Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha accolto il ricorso proposto dai due proprietari di diversi terreni ed ha stabilito che il Comune di Ravanusa dovrà decidere, nel termine di 90 giorni, se restituire i terreni occupati ripristinandoli o se definire le procedure d'esproprio. L’amministrazione comunale dovrà comunque pagare le spese di giudizio.  

Con distinte procedure di esproprio, il Comune di Ravanusa ha occupato diversi terreni per realizzare il completamento della rete fognante cittadina e per la costruzione della strada di collegamento tra le case popolari del rione Tintoria con via Olimpica; ed altri ancora per il completamento e rifacimento del sistema di distribuzione idrico ed altri, infine, per realizzare un collettore fognario a servizio degli insediamenti. I terreni, anche se effettivamente occupati dal Comune di Ravanusa, non sono stati oggetto di un formale provvedimento di espropriazione e/o di atto di cessione volontaria. 

Nel settembre del 2017, vista la perdurare dell’occupazione dei terreni senza che venisse adottato alcun atto ablatorio a conclusione degli espropri, B. C. e A. C. hanno invitato il Comune di Ravanusa a voler provvedere all'acquisizione o alla restituzione dopo il ripristino. Nessuna risposta all'istanza tant'è che i due proprietari hanno proposto un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, per chiedere la declaratoria di illegittimità del silenzio sulla loro istanza ed ordinare all’amministrazione di pronunciarsi con provvedimento. Gli avvocati Rubino ed Airò hanno rilevato come la mancata definizione della procedura di esproprio impone alla pubblica amministrazione di riscontrare l'istanza del proprietario delle aree illegittimamente occupate adottando una determinazione espressa e, pertanto, decidendo se procedere all'acquisizione o alla restituzione. 

Il Cga ha dunque oordinato all’amministrazione di pronunciarsi entro 90 giorni. 
 
 

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