"Ravanusa città cardioprotetta", l'idea di uno studente salvato da un arresto cardiaco

Se ne parlerà venerdì 29 settembre in un incontro a cui hanno già dato la loro adesione istituzioni del territorio, esponenti del mondo politico e sanitario

Un defibrillatore

Un progetto sociale che si propone di fare diventare Ravanusa città  “cardioprotetta” e di sensibilizzare quante più persone possibili sulla tutela e salute del cuore, sui rischi, le terapie disponibili, le innovazioni mediche che possono salvare la vita. Se ne parlerà venerdì 29 settembre in un incontro a Ravanusa cui hanno già dato la loro adesione istituzioni del territorio, esponenti del mondo politico e sanitario, giornalisti e tanti cittadini comuni.

A portare avanti il progetto il neocostituito gruppo “Amici del Cuore”, creato e alimentato dal presidente Alberto Giarrana che da una esperienza personale ha tratto le motivazioni  per fare qualcosa di concreto e socialmente rilevante. “Amici del Cuore”, che conta già su un elevato numero di associati, si propone di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica, di promuovere raccolte fondi per l’acquisto di defibrillatori esterni da installare nei punti più frequentati della città (secondo i dati diffusi al congresso ESC di Barcellona, i defibrillatori portano da 9 a 93% le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco), di organizzare corsi sull’utilizzo  di queste apparecchiature e di aggiornare su tutto ciò che riguarda la salute del cuore come, per esempio, i defibrillatori impiantabili sottocutanei - come quello impiantato nello studente siciliano  - che rappresentano una delle frontiere più avanzate della cardiologia moderna. 

Il progetto “Ravanusa cardioprotetta” ha già ricevuto il patrocinio dell’amministrazione comunale e il consenso di medici ed esponenti della comunità scientifica del territorio, primo - fra questi - il dottor Giuseppe Sgarito, il cardiologo elettrofisiologo dell’Ospedale Civico di Palermo che ha impiantato ad Alberto Giarrana il dispositivo sottocutaneo.

La storia

Giarrana, studente in legge di Ravanusa, viene colpito da arresto cardiaco improvviso, a seguito di un’aritmia. I soccorsi sono tempestivi; trasportato all’Ospedale di Canicattì, il giovane viene sottoposto alla terapia di defibrillazione e riceve, grazie al defibrillatore, una serie di scosse elettriche che ripristinano il ritmo cardiaco e gli salvano la vita. Superata l’emergenza, Alberto Giarrana, primogenito di 4 figli, viene però informato dai medici dell’ospedale Civico di Palermo che per prevenire il ripetersi di episodi di pari gravità e affrontare più serenamente il futuro, deve sottoporsi all’impianto di un defibrillatore sottocutaneo, oggi una delle più efficaci soluzioni terapeutiche per prevenire e  contrastare  l’arresto cardiaco improvviso.

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