"Aggredito e ridotto in fin di vita per un debito di 20 euro", arrestati tre fratelli: c'è anche una donna

Ai braccianti agricoli, portati in carcere in esecuzione di un'ordinanza cautelare firmata dal gip Alessandra Vella, è stata contestata l'ipotesi di lesioni pluriaggravate in concorso

Un momento della conferenza stampa al comando provinciale dell'Arma

Ha rischiato di morire - dopo una selvaggia e feroce aggressione - per un debito di 20 euro. Perché nella notte fra il 15 e il 16 ottobre, in via Silvio Pellico a Ravanusa, il diciannovenne si sarebbe permesso di chiedere, forse anche con insistenza, i soldi che aveva prestato ad uno dei tre fratelli. I tre, fra cui una donna di 44 anni, si sono scagliati contro il connazionale e lo hanno massacrato a calci, pugni e forse anche con un bastone. Il ragazzo è stato trovato in una pozza di sangue, praticamente in fin di vita e dopo un primo ricovero all'ospedale "Barone Lombardo" di Canicattì è stato trasferito in Rianimazione al "San Giovanni di Dio" dove ha anche subito un delicato intervento chirurgico. L'attività investigativa dei carabinieri della stazione di Ravanusa, coordinati dal comando compagnia di Licata, ha permesso oggi d'arrivare all'esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. A firmare i provvedimenti, su richiesta del pm Sara Varazzi, è stato il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento Alessandra Vella. Alla casa circondariale "Pasquale Di Lorenzo" di Agrigento sono stati portati i fratelli: Petru Ciprian Ursu di 40 anni, Mihaela Gabriela Buluc di 44 anni e Ioan Mindirigiu di di 42 anni. Gli indagati hanno nominato quali difensori di fiducia gli avvocati Angela Porcello e Stefano Argento. 

Maxi scazzottata fra romeni ubriachi: un ferito e un arrestato

"E' stato possibile ricostruire tutto grazie alla conoscenza, da parte dei carabinieri, del territorio, della popolazione e degli usi dei residenti - ha ricostruito il comandante della compagnia dell'Arma: il capitano Francesco Lucarelli - . Lo stesso orario prescelto per eseguire le ordinanze di custodia cautelare in carcere, le 4 di stamani, dimostra come il comandante di stazione conosca le abitudini del suo territorio. I tre indagati, essendo braccianti agricoli, alle 5 si sarebbero mossi per andare a lavorare nei campi. Il ragazzo-vittima ha subito un delicato intervento chirurgico per una compressione della pleura (membrana che ricopre i polmoni). Ha rischiato veramente grosso". 

"Individuata la vittima, grazie alla conoscenza del territorio, abbiamo subito fatto una cernita delle persone frequentate da questo ragazzo. Non avevamo possibilità di avere indicazioni da telecamere private perché il fatto è avvenuto in un luogo di periferia - ha spiegato il comandante della stazione di Ravanusa: il luogotenente Salvatore Turturici - abbiamo iniziato a fare controlli e perquisizioni nelle abitazioni dei conoscenti che la vittima appunto frequentava. Siamo arrivati in una casa dove alle 3,45 c'era ancora la luce accesa e dove abbiamo intravisto una persona che stava seduta vicino al letto in stato pensieroso. Abbiamo fatto irruzione in casa e lo abbiamo trovato con entrambi i dorsi delle mani pieni di sangue. Sono partite quindi le indagini che sono state supportate dall'esame dei testimoni che erano a conoscenza dell'accaduto". 

LE VIDEO INTERVISTE. carabinieri: "Determinante la collaborazione dei cittadini"

L'aggressione - realizzata, stando all'accusa, dai tre romeni risultati essere ubriachi - è stata contrassegnata da ferocia. "Tutto questo è avvenuto per un debito di 20 euro, motivi più che futili - ha chiarito il capitano Francesco Lucarelli - . Ad agire sono stati tre soggetti, tre fratelli di cui una donna, contro uno". Importante la collaborazione-vicinanza dei ravanusani. "Il rapporto di fiducia che c'è in paese nei confronti dei carabinieri ha fatto sì che i cittadini siano stati molto collaborativi - ha aggiunto l'ufficiale - . Arriviamo al primo sospettato perché abbiamo delle testimonianze che ci indirizzano in maniera indicativa verso il punto giusto. La stazione è fondamentale perché deve lavorare con il territorio e la popolazione, rafforzare questo rapporto significa aiutare maggiormente i cittadini ed essere aiutati. Concetto apparentemente banale, ma la fiducia sul territorio si guadagna lavorando sul quotidiano. Quando il ragazzo-vittima è migliorato dal punto di vista clinico è stato ascoltato in ospedale e ha ricostruito il quadro dell'accaduto che ben si combaciava con gli elementi già raccolti".       

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