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Domenica, 23 Giugno 2024
Il provvedimento / Ravanusa

Agguato a colpi di accetta a una coppia per fargli ritirare una querela, il gip: "Non è stato tentato omicidio"

Secondo il giudice si è trattato di un tentativo di estorsione: convalidato l'arresto e disposti i domiciliari per l'accusa di lesioni personali aggravate

Arresto convalidato e domiciliari con il braccialetto elettronico: il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha emesso il provvedimento sul caso di Giuseppe Lillo Antona, il 57enne di Ravanusa finito inizialmente in carcere con l'accusa di avere aggredito a colpi di accetta una coppia di coniugi per costringerla a ritirare una querela nei suoi confronti.

Secondo il gip si è trattato di un tentativo di estorsione e non di tentato omicidio. La misura cautelare, comunque, è stata disposta per l'accusa di lesioni personali aggravate dall'uso dell'arma.

Aggredisce coppia con l'ascia, scatta arresto

L'episodio risale al 18 maggio: Antona avrebbe teso un agguato alla coppia davanti alla loro abitazione: quando li avrebbe visti rientrare a bordo di un'auto li avrebbe aggrediti con un'accetta, pretendendo che ritirassero la querela nei suoi confronti. L'uomo, appena tre giorni prima, peraltro, era stato condannato a 2 anni di reclusione per l'accusa di averli aggrediti a calci e pugni.

Il ravanusano avrebbe spaccato il finestrino con l'accetta e avrebbe iniziato a picchiarli colpendoli più volte con il manico e, in una circostanza, con la lama. Il giudice, tuttavia, ritiene che non si sia trattato di un tentativo di omicidio ma di un tentativo di estorcere con la violenza il ritiro della denuncia nei suoi confronti. Restano in piedi l'accusa di lesioni, per cui sono stati disposti i domiciliari, e quelle, per cui non è stato eseguito l'arresto, di minacce, danneggiamento e porto ingiustificato di arma.

Coniugi picchiati a calci in faccia, due condanne

Antona, assistito dai suoi legali Calogero Meli e Stefano Argento, si è difeso sostenendo che erano stati i coniugi ad aggredirlo. Circostanza a cui il gip non ha creduto in considerazione del fatto che i carabinieri, arrivati dopo pochi minuti, lo hanno trovato con l'accetta in mano e che era stata la stessa donna, dentro la macchina, a prendere il telefono e avvisarli. 

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