Rapporto "Ecosistema urbano": Agrigento in coda alla classifica nazionale

La campagna realizzata da Legambiente condanna la città dei Templi agli ultimi posti in Italia

Agrigento in coda alla classifica nazionale del rapporto "Ecosistema urbano 2016", realizzato da Legambiente in collaborazione con l’istituto di ricerca Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 ore, giunto alla sua ventitreesima edizione.

Una diffusa staticità è stata registrata un po' in tutte le città italiane, un sostanziale immobilismo che non si registra solo considerando i dati attuali con quelli dell’anno precedente, ma che si conferma anche valutando un periodo più lungo, i cinque anni della durata del mandato di un sindaco.

Per la città dei Templi, la classifica del rapporto, riferita all'anno 2015, è impietosa: su 104 città italiane, Agrigento si piazza al 98esimo posto. C'è però anche un dato positivo: Agrigento risulta tra le città più virtuose per l'utilizzo di fonti rinnovabili per la copertura dei consumi domestici.

La prima delle città siciliane in classifica è Ragusa (posizione 53), a seguire Trapani (57), Caltanissetta (69), Messina (90), Catania (97), Agrigento (98), Siracusa (100), chiude Palermo alla posizione 102.

Ecosistema Urbano 2016 è stato presentato oggi a Bari, nel corso di un convegno al teatro Petruzzelli che ha visto la partecipazione di Rossella Muroni (Presidente nazionale Legambiente), Antonio Decaro (Sindaco di Bari e Presidente Anci), e Romano Carancini (Sindaco di Macerata), oltre a numerosi sindaci e amministratori provenienti da diverse città italiane.

“Questo rapporto racconta un Paese a due velocità: quella delle amministrazioni e quella dei cittadini con le associazioni, i comitati di quartiere, le cooperative solidali – ha dichiarato la presidente di Legambiente Rossella Muroni -. E mentre le prime si confermano lente, rigide e quasi impermeabili ai cambiamenti, le seconde spiccano per vivacità e spirito d’iniziativa con tantissime buone pratiche che pur coinvolgendo concretamente un condominio, una strada o un quartiere, esprimono un’idea di città e di futuro ben più ampia, in grado di coniugare giustizia sociale e vivibilità, cultura e socialità, economia e ambiente. Ci auguriamo che queste iniziative siano da stimolo alle amministrazioni locali per migliorare le nostre città puntando a una nuova socialità e su un senso di comunità che nasce dalla condivisione e dalla cura di uno spazio sano e vivibile”.   

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