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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca Favara

"Si cambiava i vestiti per strada e usava mezzi diversi ... dopo una rapina è andato dal pusher per comprare la droga": i retroscena dell'arresto

Ai domiciliari, con braccialetto elettronico, è stato posto Antonio Palumbo di 41 anni. I carabinieri hanno ritrovato e inviato al Ris di Messina il camicione azzurro usato per mettere a segno i colpi al supermercato "Sisa"

Il modus operandi era certamente machiavellico. Per non essere sospettato, utilizzava per raggiungere il luogo della rapina (il supermercato "Sisa" di largo Cicchillo a Favara ndr.) mezzi diversi rispetto a quelli con i quali si allontanava dalla sua abitazione. Ma faceva di più perché da casa usciva e rientrava vestito in un modo, mentre durante le rapine - stando all'accusa formalizzata dai carabinieri - indossava dell'altro. Non è stato semplice perché, almeno all'inizio, i carabinieri si sono ritrovati con in mano elementi diversi e discordanti. C'è voluto tempo, pazienza ed astuzia - oltre che piena conoscenza del territorio e dei suoi abitanti - per fare chiarezza e recuperare tutti gli elementi di prova che hanno composto il grave quadro indiziario a carico del sospettato 41enne di Favara. Un sospettato che è stato arrestato stanotte. In esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip Francesco Provenzano, i carabinieri della tenenza di Favara e quelli della compagnia di Agrigento hanno posto ai domiciliari, con braccialetto elettronico, Antonio Palumbo. 

Due rapine in un mese nello stesso supermercato e in possesso di parti di armi e munizioni: arrestato

"Usciva di casa vestito in un modo, effettuava le rapine con un altro abbigliamento e rientrava a casa con gli stessi, identici, vestiti con i quali si era allontanato. Abbiamo ritrovato nascosto in un cassone il camicione azzurro utilizzato per le rapine, camicia che è stata mandata al Ris di Messina che ha analizzato il materiale biologico, comparandolo con quello del sospettato e ha riscontrato che il profilo genetico era lo stesso - hanno spiegato, durante la conferenza stampa svoltasi al comando provinciale, il maggiore Marco La Rovere e il tenente Fabio Armetta - . Di fatto, il sospettato si cambiava per strada e andava a fare la rapina e poi faceva la stessa cosa prima di rientrare in casa".

L'indagato - stando a quanto è emerso dall'attività investigativa - utilizzava i proventi delle rapine per andare, e lo faceva praticamente subito, a comprare stupefacente. "Avevamo installato delle telecamere nell'ambito di un'attività investigativa in materia di stupefacenti e spaccio - ha spiegato il tenente Fabio Armetta, che coordina i militari dell'Arma di Favara, - . E abbiamo appurato che l'autore della rapina al supermercato si è subito recato da un pusher per acquistare droga. E' stata riscontrata una piena coincidenza del vestiario, ma abbiamo potuto identificarlo anche perché si era spostato con la sua autovettura".

Rapine ai market di Favara: un arresto

Subito dopo una rapina di maggio 2020, i carabinieri effettuarono una perquisizione domiciliare e rinvennero parti di armi e munizioni a casa del sospettato. Alcune armi sono, attualmente, al Ris di Messina che le sta sottoponendo ad approfonditi esami.

Il rapinatore con la passione per le armi e la coca, il maggiore La Rovere: "Percepiva il reddito di cittadinanza"

L'input è arrivato dalle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza posto a presidio del supermercato "Sisa" di Favara: esercizio commerciale che, fra l'otto maggio e il 10 giugno del 2020, subì due rapine a mano armata. Immagini che hanno permesso di vedere come il rapinatore solitario fosse vestito e che arma aveva in pugno. Ma non sarebbero servite a molto se i carabinieri della tenenza di Favara e quelli della compagnia di Agrigento non avessero avuto piena, concreta, conoscenza del territorio e dei suoi abitanti. "Nel 2019 c'erano state delle rapine a Favara, in danno dei supermercati, - ha continuato a spiegare il tenente Armetta - e avevamo contezza del fatto che il delinquente si spostasse con un motociclo bianco. Questo elemento assieme ad altre informazioni ci avevano fatto ipotizzare che l'autore fosse sempre lo stesso soggetto. Una persona capace di eludere le indagini grazie al suo modus operandi di scambiare, in continuazione, mezzi e vestiario".

"Sono state fatte delle attività investigative tecniche, ma gran parte del lavoro è stato rappresentato dal lavoro fatto su strada dai carabinieri - ha concluso il maggiore Marco La Rovere, che comanda la compagnia dell'Arma di Agrigento, - . Servizi dinamici fatti appunto su strada, con acquisizione di informazioni che poi hanno avuto i riscontri di natura tecnica". 

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