Pesa oltre 200 chili, rapinatore ottiene di scontare la condanna ai domiciliari

Il tribunale di sorveglianza di Palermo conferma la detenzione in casa per il trentenne Giuseppe Schillaci, la cui condanna scadrà il 17 maggio dell'anno prossimo

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"Le condizioni di salute del detenuto non sono compatibili con il regime carcerario". Il tribunale di sorveglianza di Palermo conferma la detenzione in casa per il trentenne Giuseppe Schillaci, la cui condanna, per l'accusa di rapina, scadrà il 17 maggio dell'anno prossimo.

L'uomo, assistito dall'avvocato Calogero Lo Giudice, da poco meno di due mesi si trova già in detenzione domiciliare grazie a un provvedimento provvisorio del magistrato di sorveglianza Walter Carlisi. Schillaci, sebbene il reato di rapina aggravata rientri fra quelli “ostativi” che – in sostanza – non prevedono in linea generale alcun tipo di beneficio, ha ottenuto di espiare il resto della pena fuori dal carcere sulla base di una serie di relazioni sanitarie che, in un prima fase, facevano pure riferimento all'emergenza Coronavirus e – soprattutto - al fatto che, pesando oltre duecento chili, ha gravi difficoltà motorie e di altra natura.

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Il trentenne è stato condannato insieme al fratello Angelo, di quattro anni più giovane, e al ventiduenne Salvatore Camilleri con l’accusa di avere messo a segno una rapina, con una spranga in mano, per vendicare un litigio che ci sarebbe stato fra il padre e alcuni operai che stavano eseguendo uno scavo per conto di Girgenti Acque e avevano chiuso al traffico una strada: per ripicca è stata organizzata la spedizione punitiva e fu sottratto il loro furgone. La sentenza di primo grado, al termine del processo con rito abbreviato, emessa dal giudice dell’udienza preliminare Stefano Zammuto, è stata confermata in appello e in Cassazione. Per Schillaci, quindi, come per gli altri imputati, la condanna a 3 anni e 2 mesi di reclusione è diventata definitiva ed essendo un reato ostativo, per cui non sono previste misure alternative al carcere, Giuseppe Schillaci è finito in cella e vi sarebbe dovuto restare fino al 17 maggio dell'anno prossimo.

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