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Criminalità / Canicattì

Volto coperto con una mascherina chirurgica e coltellaccio in mano: rapinata una tabaccheria

In due sono riusciti a portar via duemila euro in contanti e "Gratta e vinci" per ulteriori 500 euro. Delle ricerche e indagini si stanno occupando i carabinieri

Hanno usato la mascherina chirurgica, quella utilizzata per il contrasto del Covid-19, per nascondere, parzialmente, il volto e intrufolarsi, poco prima dell’orario di chiusura, nella tabaccheria di corso Umberto I. Armati di coltellaccio, in due sono riusciti a farsi consegnare, frutto naturalmente delle minacce, tutti i soldi che c’erano in cassa, in quell’esatto momento, e alcuni “Gratta e vinci”. Arraffato il malloppo i rapinatori sono scappati, a gambe levate, senza che nessuno riuscisse ad intercettarli e bloccarli.

E’ stata quantificata in circa 2.500 euro la rapina messa a segno nella tabaccheria. Un danno che, per fortuna, per il titolare, è risultato essere coperto da polizza assicurativa. Tutto è accaduto alle 20,30 circa di lunedì 6 febbraio. A presentarsi alla stazione dei carabinieri, formalizzando denuncia a carico di ignoti, ieri mattina presto, è stato l’esercente commerciale: un canicattinese cinquantottenne. L’uomo ha riferito ai militari dell’Arma della stazione di Canicattì che in due, travisati appunto con una mascherina chirurgica, hanno fatto irruzione poco prima dell’orario di chiusura. Sotto la minaccia di un coltello, il tabaccaio è stato, di fatto, costretto a consegnare quanto c’era in cassa, ossia circa 2 mila euro: il frutto di un’intera giornata di lavoro. Su richiesta dei delinquenti ha poi dovuto lasciar cadere nelle loro mani alcuni “Gratta e vinci”. Di fatto, i malviventi sono riusciti a portar via circa 2.500 euro di bottino. A piedi – o almeno nessun mezzo: né un’autovettura, né una motocicletta è stata notata – i due rapinatori sono scappati per le vie limitrofe. E, a quanto pare, senza lasciare alcuna traccia.

I carabinieri, già dalla serata di lunedì, dopo che è scattato l’allarme, hanno avviato prima le ricerche dei due banditi e poi le indagini. Appare scontato – anche se non trapela nessuna indiscrezione al riguardo – che i carabinieri, come procedura investigativa esige, hanno verificato la presenza e l’eventuale utilità di impianti di videosorveglianza pubblici e privati presenti nell’area di corso Umberto I.

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