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Prostituta rapinata con un coltello, convalidato l'arresto dell'ingegnere

Massimiliano Piraneo, 40 anni, ha negato ogni accusa: "Quei soldi sono miei, non ho aggredito nessuno"

"Non è vero nulla, è inverosimile che abbia potuto commettere quella rapina dopo avere chiamato col mio numero di telefono. Peraltro che motivo avrei avuto? Non ho certo bisogno di soldi".

Massimiliano Piraneo, l'ingegnere quarantunenne arrestato mercoledì dai carabinieri con l'accusa di avere rapinato una prostituta nei pressi della via Manzoni, si difende e nega tutto. Il gip Luisa Turco, però, ha convalidato l'arresto, applicandogli i domiciliari, e il difensore, l'avvocato Carmelita Danile, proporrà adesso il ricorso al tribunale del riesame per chiedere l'annullamento del provvedimento restrittivo.

Piraneo, secondo quanto ha denunciato una prostituta sudamericana, dopo avere fissato un appuntamento con lei, per una prestazione sessuale a pagamento, si sarebbe presentato nella sua abitazione e, prima di andare via, avrebbe afferrato un coltellino che teneva in un borsello e l'avrebbe strattonata per costringerla a dargli i soldi che teneva in casa.

Il professionista sarebbe poi fuggito, secondo il racconto della donna, dopo avere afferrato una borsa con dei soldi, circa 1.000 euro, che teneva in un armadio. 

I carabinieri hanno trovato dei soldi a casa del quarantenne, riconosciuto dalla donna nella sala di attesa della caserma, ma l'uomo si è difeso: "Sono soldi miei, di incassi professionali e non solo. Sono tesoriere di un'associazione, per questo tengo il denaro in casa. Ho un lavoro avviato e delle proprietà, non avrei alcun bisogno di rubare o rapinare".

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