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"Rapina prostituta con un coltello", chiesto rinvio a giudizio per ingegnere

Il 43enne Massimiliano Piraneo avrebbe strattonato la donna minacciandola con l'arma per farsi consegnare un borsello con 1.000 euro. L'imputato ha sempre negato le accuse

L'appuntamento per una prestazione sessuale a pagamento, l'improvvisa aggressione con un coltello e la fuga con il borsello. Il racconto della prostituta dominicana ha trovato riscontro nelle immediate indagini dei carabinieri ed è stato ribadito nell'incidente probatorio.

La vicenda, adesso, a distanza di quasi due anni da quel 17 luglio del 2019, approda in aula per l'udienza preliminare. Il pubblico ministero Alessandra Russo, nel frattempo trasferita alla Procura di Catania, ha chiesto il rinvio a giudizio di Massimiliano Piraneo, ingegnere di 43 anni, accusato di rapina, porto ingiustificato di coltello fuori dalla propria abitazione e lesioni personali. A decidere se disporre o meno il rinvio a giudizio - salvo se il difensore, l'avvocato Salvatore Pennica, non chiederà riti alternativi - sarà il gup Stefano Zammuto all'udienza del 4 maggio.

La donna, difesa dell'avvocato Gianfranco Pilato, potrebbe chiedere di costituirsi parte civile. "Mi ha telefonato per prendere un appuntamento, abbiamo consumato il rapporto e prima di andare via ha tirato fuori il coltello puntandomelo al petto e dicendo che gli avrei dovuto dare tutti i soldi". La prostituta dominicana di 27 anni aveva confermato così, davanti al gip Luisa Turco, in occasione dell'incidente probatorio, le accuse che avevano fatto finire il professionista agli arresti domiciliari.

Piraneo - secondo quanto ha denunciato la sudamericana - dopo avere fissato un appuntamento con lei per una prestazione sessuale a pagamento, si sarebbe presentato nella sua abitazione e, prima di andare via, avrebbe afferrato un coltellino che teneva in un borsello e l'avrebbe strattonata a un braccio - da lì l'accusa di lesioni personali - per costringerla a dargli i soldi che aveva in casa. Il professionista sarebbe poi fuggito, secondo il racconto della donna, dopo avere afferrato una borsa con dei soldi, circa 1.000 euro, conservata in un armadio.

La ragazza, che poche ore dopo ha presentato una querela, ha chiamato un’amica che ha subito avvisato i carabinieri che hanno raccolto la sua testimonianza e si sono messi sulle tracce del presunto autore del colpo, facilmente individuabile dal numero di telefono che era rimasto nella memoria del telefono della prostituta. "Ho indicato ai militari - ha aggiunto la donna – anche un tatuaggio che aveva in un braccio". 

I carabinieri sono andati a cercarlo a casa e, all’interno, hanno trovato dei soldi in contanti che, secondo gli inquirenti, apparterrebbero alla donna. Piraneo, riconosciuto dalla presunta vittima, ha sempre negato con forza le accuse.

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