La rapina al nigeriano, il riesame esclude l'uso della pistola

Confermata la custodia in carcere per l'unico dei due indagati che si è rivolto al tribunale della libertà

Resta la misura cautelare del carcere e vengono confermate le accuse di rapina e violazione della sorveglianza speciale. Cade, invece, l’accusa di avere portato in un luogo pubblico la pistola con cui avrebbero compiuto la rapina ai danni di un nigeriano. Il tribunale del riesame conferma gran parte dell’impianto accusatorio.

Il 13 febbraio, al termine di una breve indagine, la squadra mobile ha arrestato - in esecuzione di un'ordinanza cautelare firmata dal gip Francesco Provenzano su richiesta del pm Alessandra Russo - Roberto Fragapane, 27 anni, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza e Giuseppe Casà di 24 anni. Quest'ultimo è finito ai domiciliari, Fragapane in carcere. 

Vittima della rapina sarebbe un nigeriano che ha denunciato, lo scorso 12 gennaio, di essere stato avvicinato dai due ragazzi a bordo di un'auto, di cui ha fornito la targa, dalla quale sarebbe sceso uno dei due - secondo l'accusa Fragapane - mentre Casà lo avrebbe atteso al volante pronto a fuggire.

L'aggressione sarebbe avvenuta al Quadrivio Spinasanta. La vittima, secondo la sua versione dei fatti che ha fatto scattare il provvedimento restrittivo, sarebbe stata minacciata con una pistola, immobilizzata e rapinata del portafogli e del cellulare. Casà, difeso dall'avvocato Annalisa Russello, in occasione dell’interrogatorio di garanzia, successivo all’esecuzione dell’ordinanza, ha spiegato al giudice di avere assistito dall’abitacolo a una colluttazione fra Fragapane e il nigeriano ma di non avere visto alcuna pistola nè sottrazione di oggetti dicendo, sostanzialmente, di non avere messo del tutto a fuoco la situazione.

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Fragapane, che ha nominato come difensore l'avvocato Davide Casà, ha detto di avere chiesto al nigeriano se avesse dell'hashish e di avere avuto un battibecco concluso con due spintoni e nulla più. "È stata una semplice colluttazione ma non c'è stata alcuna rapina nè è stata mai usata alcuna pistola", ha ribadito. I due indagati, in sostanza, hanno negato gli addebiti. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata impugnata al tribunale del riesame di Palermo dal solo Fragapane e i giudici hanno annullato, ritenendo che non ci fossero i gravi indizi di colpevolezza, la sola accusa di porto illegale di arma: in sostanza la rapina si sarebbe consumata ma non vi sarebbe la prova dell’uso della pistola. Confermata la custodia in carcere. 

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