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Corte di appello

"Assalto armato a un nigeriano": cancellata condanna a 4 anni

Ribaltato il verdetto di primo grado: la vittima ha fatto perdere le sue tracce e non è mai venuta a deporre in aula

"Assoluzione per non avere commesso il fatto": i giudici della seconda sezione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Alfonsa Maria Ferraro, hanno cancellato la condanna a 4 anni decisa dal tribunale di Agrigento nei confronti di Giuseppe Casà, 26 anni, accusato, insieme a Roberto Fragapane, di 3 anni più grande, di avere messo a segno una rapina, utilizzando una pistola, ai danni di un nigeriano.

I due imputati, arrestati tre settimane dopo la presunta aggressione, compiuta il 12 gennaio del 2020 al Quadrivio, hanno sempre negato i fatti dicendo che c'era stata una semplice colluttazione dopo aver chiesto al nigeriano, ritenuto uno spacciatore, se avesse dell'hashish. Secondo l'accusa, invece, gli avevano sottratto il portafogli e il cellulare. La scena, in parte, è stata immortalata dalle telecamere a circuito chiuso di un'attività della zona. I due distinti processi, tuttavia, avevano già escluso l'uso dell'arma.

Fragapane, nello stralcio abbreviato, è stato condannato a 4 anni di reclusione in due gradi di giudizio. Casà, in primo grado, è stato riconosciuto colpevole dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduta da Wilma Angela Mazzara, nonostante la presunta vittima, nel frattempo irreperibile, avesse fatto perdere le proprie tracce e, quindi, non fosse mai venuta a testimoniare. 

Il difensore dell'imputato, l'avvocato Annalisa Russello, ha impugnato la condanna e proposto alla Corte di appello di riaprire l'istruttoria perchè l'audizione della vittima aveva rappresentato "una violazione dei diritti difensivi di contraddittorio". Lo stesso legale aveva sottolineato che, la procura, per sopperire al rischio di fuga da parte del nigeriano, peraltro ipotizzabile dato che era stato identificato con un documento assai sospetto, avrebbe potuto cristalizzare la prova con un incidente probatorio.

I giudici hanno disposto la riapertura dell'istruttoria e provato a fare rintracciare la presunta vittima della rapina che non è stata trovata. La decisione, quindi, in mancanza di un interrogatorio in contraddittorio con la vittima, è stata di ribaltare il verdetto.

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