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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Favara

"Rapina con pistola al volto ai danni di un'anziana", due patteggiamenti e 3 rinvii a giudizio

Nell'inchiesta è stato coinvolto anche il nipote della donna che avrebbe lasciato la finestra aperta per consentire ai suoi complici di entrare

Due imputati patteggiano e gli altri tre vengono rinviati a giudizio. Si conclude così l’udienza preliminare a carico dei presunti responsabili di una rapina ai danni di un’anziana, che sarebbe stata minacciata con una pistola puntata al volto e alla quale sarebbero stati sottratti gioielli in seguito rivenduti.

Il gup Stefano Zammuto, nel primo pomeriggio di ieri, ha ratificato la sentenza di patteggiamento per due imputati, disponendo l’approfondimento dibattimentale per gli altri. La rapina, secondo la ricostruzione dell’episodio, sarebbe stata commessa grazie alla complicità del nipote minorenne della donna che avrebbe lasciato la finestra della cucina aperta per fare in modo che i suoi complici entrassero e si appropriassero di tutti i gioielli.

Gli imputati sono: Amodeo Stagno, 27 anni, Gianluca Stagno, 27 anni, Filippo Buscemi, 36 anni, Maddalena Stagno, 32 anni, Giuseppe Mattina, 41 anni, e Angelo Noto, 31 anni, tutti di Favara. Amodeo e Gianluca Stagno, insieme al nipote dell’anziana, all’epoca dei fatti, il 18 settembre del 2009, minorenne, sono accusati di rapina. Gianluca e Amodeo Stagno, dopo essersi messi d’accordo col ragazzino che era andato a trovare la nonna lasciando la finestra della cucina, facilmente accessibile dall'esterno, aperta, sarebbero entrati nell'abitazione con il volto coperto da una calzamaglia per non essere riconoscibili. L’anziana è stata minacciata con una pistola e costretta, con la minaccia che avrebbero sparato, a consegnare tutti i gioielli fra cui collane in oro e anelli. Buscemi, Noto, Stagno e Mattina, insieme al ragazzino minorenne nipote dell’anziana vittima, avrebbero ricettato la refurtiva vendendola anche in un negozio. Maddalena Stagno e Buscemi, attraverso il loro difensore, l’avvocato Salvatore Cusumano (nel collegio anche i colleghi Daniele Re, Michele Ingrao e Angelo Benvenuto) hanno patteggiato otto mesi di reclusione. Per gli altri tre imputati, che non hanno scelto riti alternativi, è stato disposto il rinvio a giudizio. 

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