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Assolto dall'accusa di abusi ai danni della figliastra, il caso approda in Cassazione

Ricorso solo ai fini del risarcimento presentato dalla parte civile per un netturbino e la moglie

Oltre un anno in carcere e molti mesi ai domiciliari con l'infamante accusa di avere abusato della figliastra per sette anni: dopo l'assoluzione in due gradi di giudizio, la vicenda non si è ancora conclusa perchè la difesa di parte civile sollecita la condanna del principale imputato e della compagna. L'avvocato Monica Malogioglio ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione chiedendo di riconoscere la colpevolezza.

Un giudizio, quello nei confronti degli imputati, che potrà incidere solo ai fini del risarcimento ma non per la pena detentiva perchè la procura generale non ha impugnato il verdetto.

La sentenza della Corte di appello di Palermo, era stata emessa il 30 settembre, a distanza di cinque anni e mezzo dall'arresto. 
La storia agghiacciante descritta dalla ragazzina, che aveva denunciato e fatto arrestare il compagno della madre accusandolo di averla violentata per sette anni, secondo i giudici non è stata riscontrata.

Il principale imputato che lavora come netturbino in un’impresa, il 3 ottobre del 2015 era finito in carcere. Per la compagna - madre della ragzzina -, accusata di non avere impedito gli abusi, non è stata applicata nessuna misura cautelare e il suo nome è comparso nell'inchiesta soltanto in un secondo momento. L’indagine è stata molto breve ed è durata circa due mesi. 

Gli imputati, difesi dagli avvocati Davide Casà, Nicola Grillo e Antonino Manto, hanno sempre respinto le accuse. La vicenda, adesso, avrà un seguito in Cassazione dove l'accusatrice chiederà che gli imputati vengano condannati a risarcirla.

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