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Rapina in banca con bottino da record, decise tre condanne

A mettere a segno il colpo sarebbero stati due palermitani in trasferta collaborati da un basista del posto

Tre condanne per i presunti autori della maxi rapina, con bottino dai 50 ai 60mila euro, alla Banca popolare Sant'Angelo di Raffadali. Sono state decise dal giudice dell'udienza preliminare Alessandra Vella che ha inflitto 4 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno a Raffaele Salvatore Fragapane, 43 anni, di Santa Elisabetta, e al palermitano Umberto D'Arpa, 54 anni; 4 anni, invece, per Martino Merino, 27 anni.

Il pubblico ministero Chiara Bisso, all'udienza precedente, aveva concluso la requisitoria chiedendo, di fatto, quasi le stesse pene, ovvero 4 anni e 6 mesi per Fragapane e D'Arpa e 4 anni per Merino.

In mattinata, dopo l'arringa dell'avvocato Ninni Giardina (i difensori Giuseppe Barba e Umberto Seminara avevano già illustrato le loro conclusioni), il gup ha emesso il verdetto.

Fragapane, libero nonostante una condanna a 10 anni e 8 mesi rimediata nell'ambito dell'operazione antimafia "Montagna", avrebbe fatto da basista al colpo, messo a segno il 10 febbraio dell'anno scorso, all'istituto di credito. I due palermitani, reo confessi della rapina di cui sarebbero gli esecutori materiali, ai danni dei dipendenti della filiale oltre che di un cliente che aveva 1.000 euro in tasca e che è stato costretto a consegnarli, hanno in un primo momento raccontato di essere venuti in treno ad Agrigento per vendere un orologio ma di non averlo fatto perché l'acquirente non si era presentato all'appuntamento.

A quel punto avrebbero chiamato Fragapane, che avevano conosciuto in passato per avere partecipato insieme ad alcune fiere, che li avrebbe prelevati in auto e avrebbero iniziato a girovagare per Raffadali fino alla decisione estemporanea di rapinare la banca. Lo stesso Fragapane, in due fasi, ha poi ammesso i fatti correggendo anche le dichiarazioni degli altri due imputati che avevano provato a scagionarlo.

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