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Cronaca Raffadali

Il ventiquattrenne ucciso dal padre poliziotto, la difesa: "Impensabile premeditare un delitto nella piazza del paese"

Il legale di Gaetano Rampello ai giudici del tribunale del riesame: "Se avesse progettato di ucciderlo non lo avrebbe fatto alle 11 nel punto più affollato di Raffadali e davanti alle telecamere della banca". Il pm insiste: "Ricorso da rigettare"

"E' impensabile un omicidio premeditato alle 11 del mattino, nella piazza principale del paese e davanti alle telecamere della banca. Peraltro la pistola era scarrellata ma con la sicura, secondo le regole del ministero dell'Interno". L'avvocato Daniela Posante, difensore di Gaetano Rampello, il poliziotto del reparto mobile della Questura di Catania reo confesso dell'omicidio del figlio ventiquattrenne Vincenzo Gabriele, insiste e chiede ai giudici del tribunale del riesame di rivedere in parte l'ordinanza del gip.

L'agente, dopo avere ucciso il figlio lo scorso primo febbraio, scaricandogli addosso 14 colpi di pistola, in piazza Progresso, si è allontanato ma ha chiamato i carabinieri dicendo dove si trovava per farsi arrestare. "Dopo l'ennesima aggressione ho avuto un corto circuito - ha detto Rampello - e gli ho sparato". Il ragazzo, che soffriva di problemi psichici, era stato denunciato più volte dal padre per estorsione e maltrattamenti. La difesa, tuttavia, contesta la premeditazione che il giudice ha riconosciuto per una serie di circostanze.

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I due avevano preso appuntamento per l'ennesima consegna di soldi - 30 euro - che il ragazzo, nullafacente e con mille problemi comportamentali - pare spendesse in acquisti di oggetti elettronici. In quella circostanza, immortalata anche dal video, l'uomo sarebbe stato aggredito e, di fatto, rapinato degli altri soldi, circa 15 euro, che teneva in tasca.

L'avvocato Posante (nella foto in alto) ha, inoltre, sostenuto che, contrariamente a quanto ha scritto il gip Micaela Raimondo nell'ordinanza con cui convalida l'arresto, "l'indagato non è affatto venuto a Raffadali appositamente per compiere l'omicidio ma doveva programmare dei lavori in un immobile ceduto in affitto". La circostanza è stata supportata con alcuni documenti. Il pubblico ministero Chiara Bisso, invece, ha chiesto la conferma integrale del provvedimento restrittivo. 

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