Cronaca Raffadali

L'omicidio del pensionato di Raffadali, presunto killer chiede scarcerazione

Il 35enne Angelo D'Antona, dopo l'estradizione e l'interrogatorio, sollecita l'annullamento dell'arresto al tribunale del riesame

L'inchiesta sull'omicidio del pensionato di Raffadali, Pasquale Mangione, ucciso - secondo l'accusa - su incarico del figlio che non tollerava l'atteggiamento molesto nei confronti di alcune donne, approda al riesame. L'avvocato Teresa Alba Raguccia, difensore del trentacinquenne Angelo D'Antona, arrestato in Germania il 12 settembre scorso con l'accusa di essere l'esecutore materiale del delitto e poi estradato, chiede l'annullamento dell'ordinanza cautelare in carcere emessa dal gip Luisa Turco.

L'udienza, che in base alla normativa di emergenza legata al Covid si terrà in remoto, è stata fissata per il prossimo 9 dicembre davanti ai giudici del tribunale della libertà presieduto da Antonia Pappalardo. Nelle scorse settimane, è stata già decisa la conferma dell'arresto dell'altro presunto killer, vale a dire Roberto Lampasona, 43 anni, di Santa Elisabetta.

Secondo la difesa "le preoccupazioni espresse nelle conversazioni intercettate fra Lampasona e D'Antona sono relative al fatto che il loro amico Antonino Mangione si sia pentito ma non temono che li accusi dell'omicidio ma di altri fatti criminali che hanno condiviso". Il collaborante, a sua volta finito in carcere, ha raccontato di avere organizzato l'omicidio del sessantanovenne, avvenuto il 2 dicembre del 2011. 

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