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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Pensionato ucciso a colpi di pistola nella sua casa di campagna, 44enne a processo

Si tratta di Roberto Lampasona, di Santa Elisabetta, è stato accusato di aver commesso l'omicidio del raffadalese Pasquale Mangione

Si terrà il prossimo 20 maggio la prima udienza del processo a carico di Roberto Lampasona, 44 anni di Santa Elisabetta, accusato di aver commesso l'omicidio del pensionato di Raffadali Pasquale Mangione.

A disporne il rinvio a giudizio è stato il gup del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano, che ha accolto la richiesta della Procura. Il delitto del sessantanovenne è avvenuto in contrada Modaccamo, strada di campagna fra Raffadali e Cianciana, il 2 dicembre del 2011. 

A svelare i retroscena della vicenda era stato Antonino Mangione che si è autoaccusato di avere organizzato l'omicidio tirando in ballo uno dei figli della vittima, in un primo momento indagato con l'accusa di essere stato il mandante. 

"Mi chiese se potevo organizzare l'omicidio del padre, era diventato un fastidio per lui perché andava in giro a molestare donne in paese. Mi diede 5mila euro che spartimmo con Roberto Lampasona e Angelo D'Antona, altri 1.300 euro li pagò a parte per la pistola che acquistai da un palmese". Così il collaborante aveva raccontato la decisione di uccidere il pensionato. 

A commettere materialmente l'omicidio, secondo il racconto di Mangione, sarebbero stati Lampasona e D'Antona. Il collaborante aveva aggiunto: "Ho chiesto l'autorizzazione a Francesco Fragapane (condannato con l'accusa di essere il nuovo capo mandamento) che mi disse che la vittima non apparteneva a Cosa Nostra e, in definitiva, potevamo fare quello che volevamo". 

Gli altri due imputati hanno scelto il giudizio abbreviato. 

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