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"Le rette ai minori stranieri vanno pagate anche senza convenzione", stangata del giudice sul Comune

L'ente si era rifiutato di rimborsare quasi 62 mila euro a una coop che svolge opera assistenziale

“L’obbligo dei Comuni di provvedere alle prestazioni socio-assistenziali e pagare le rette è previsto dalla legge e, in quanto tale, è implicito e vige anche se non esiste una specifica convenzione”. Lo ha stabilito il giudice Beatrice Ragusa condannando il Comune di Raffadali a pagare 61.560 euro alla cooperativa “La mano di Francesco” che assiste diversi minori stranieri non accompagnati.

La comunità, rappresentata e difesa in giudizio dagli avvocati Angelo Sutera e Giuseppe Scozzari, regolarmente iscritta all’albo regionale per lo svolgimento dell’attività assistenziale, nel 2017, su disposizione del giudice tutelare, ha ospitato e assistito diversi minori nella struttura di Raffadali. Per questa attività aveva presentato le fatture al Comune che si era rifiutato di pagarle sostenendo che non vi fosse alcuna convenzione fra l’ente e la comunità e che, in ogni caso, sussistevano dei problemi di contabilità che impedivano i pagamenti in quanto il ministero non aveva provveduto ad erogare i fondi destinati all’accoglienza. La vicenda, quindi, è approdata in tribunale per discutere il ricorso della coop.

L’ente, rappresentato dagli avvocati Luca Lo Bosco e Michele Mammone, ha ribadito di non avere alcun obbligo di provvedere al pagamento delle fatture “in quanto l’inesistenza di una convenzione non aveva consentito di assumere il relativo impegno di spesa”. Le argomentazioni, però, sono state bocciate dal giudice.

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