Raffadali: festeggiata Santa Gemma, presente anche il cardinale Montenegro

Il cardinale Francesco Montenegro presente a Raffadali per i festeggiamenti in onore di Santa Gemma Galgani

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Partecipazione, comunione ed entusiasmo; sono questi gli elementi essenziali che hanno sintetizzato la giornata commemorativa di Santa Gemma Galgani, giovane lucchese morta a soli 25 anni che ha raggiunto la vetta della santità abbracciando il mistero della sofferenza.

La comunità raffadalese guidata dal parroco Gioachino Venturella, si è preparata in questi giorni alla celebrazione attenzionando gli ammalati, le famiglie e i ragazzi e culminando ieri 12 maggio con la presenza della comunità Santa Gemma di Agrigento presieduta da Don Luigi Giacchetto, dei sacerdoti delle varie comunità di Raffadali e del pastore della diocesi di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro.

Numerosi i presenti anche tra i fedeli che hanno assistito alla celebrazione eucaristica. "La carità deve essere operosa e fattiva accogliendo gli ultimi e i rifugiati e servendo gli ammanlati perchè sull'amore saremo giudicato alla fine dei tempi e non sulla quantitàdi messe e comunioni fatte". E' questo il messaggio che Don Franco ha voluto dare all'intera comunità. "Avevo fame e mi avete dato da mangiare, ero forestiero e mi avete accolto, ero malato e siete venuti a visitarmi...", ha continuato.

Dopola solenne celebrazione conclusasi con la benedizione con la reliquia della Santa, la comunità ha vissuto un momento di fraternità e condivisione nel campetto antistante la Chiesa. "Sono felice di essere qua, mi auguro che questa esperienza comunionale possa continuare nei prossimi anni", ha detto il cardinale Montenegro. Ad intervenire, anche Don Gioachino Venturella che da quasi 39 anni guida la parrocchia intitolata alla Santa: "E' da nove anni che questa esperienza viene ripetuta e spero che possiamo continuarla negli anni a venire, quale segno di comunione e crescita spirituale", ha concluso.

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