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Angelo D'Antona

Angelo D'Antona

Estorsione col cavallo di ritorno per due furgoni, assolto 36enne

Angelo D'Antona, che nei mesi scorsi è finito in carcere con l'accusa di avere ucciso un pensionato di Raffadali, è stato prosciolto dall'accusa di avere chiesto 600 euro a un anziano che voleva rientrare in possesso di due automezzi

"Assoluzione per non avere commesso il fatto". I giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, hanno prosciolto, dall'accusa di estorsione, il 36enne di Raffadali Angelo D'Antona.

L'imputato, difeso dall'avvocato Teresa Alba Raguccia, era accusato di avere preteso, insieme al coetaneo Gerlando Volpe, condannato a 3 anni e 8 mesi nello stralcio abbreviato dell'inchiesta, che un anziano pagasse loro 600 euro per ottenere la restituzione di due automezzi che aveva venduto a un truffatore che gli aveva dato, in cambio, assegni falsi.

L’uomo, però, prima di andare in auto con i due imputati, si era messo d’accordo con la squadra mobile che li aveva seguiti e aveva fotocopiato le banconote. 

L’anziano, che ha pure riconosciuto in aula D’Antona (arrestato l'11 settembre per l'omicidio del pensionato di Raffadali, Pasquale Mangione), ha spiegato di non aver avuto rapporti con lui nella fase della trattativa ma di averlo comunque riconosciuto all’incontro, quando pagò – secondo il suo racconto – la somma pattuita a Volpe. Il pm Gianluca Caputo non aveva creduto alla sua presenza casuale e aveva chiesto la condanna a 5 anni di reclusione. 

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