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La conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli dell'operazione

La conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli dell'operazione

"Nascondeva droga e arsenale nelle sue abitazioni", muratore resta ai domiciliari

Il gip ha convalidato l'arresto del 43enne Giuseppe Cuffaro: a suo carico vigeva il divieto assoluto di possesso di armi in seguito all'omicidio, risalente ad oltre 30 anni addietro, del fratello

Arresto convalidato e applicazione dei domiciliari per il muratore 43enne Giuseppe Cuffaro, di Raffadali, fermato dai carabinieri sabato dopo che - fra la casa del centro urbano, quella di campagna e un suo magazzino adibito a stalla - sono stati trovati tre fucili, uno dei quali con le canne mozzate, otto pistole e circa 600 cartucce.

Sono le decisioni del gip Luisa Turco che ha emesso l'ordinanza, poco dopo l'interrogatorio nel quale Cuffaro - assistito dai suoi difensori, gli avvocati Liborio Gaziano e Salvatore La Longa - si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha applicato la stessa misura cautelare chiesta dal pm Sara Varazi.

Alcune delle armi sequestrate avevano matricola abrasa ed erano perfettamente funzionanti, altre - come il fucile con canna tagliata per renderlo più offensivo - modificate o, ancora, una pistola giocattolo sempre modificata per renderla offensiva. In casa del muratore, i carabinieri hanno trovato anche poco meno di 60 grammi di hashish suddivisi in 13 dosi. 

I fucili erano dentro dei sacchi di iuta e anche le pistole erano ben conservate, alcune anche oleate in modo da garantirne la perfetta efficienza. Il muratore, dal 2007, era destinatario di un divieto assoluto di detenzione di armi. 

La motivazione è legata all'omicidio del fratello Francesco, ucciso il 27 febbraio del 1984 in contrada Catta, ad Agrigento. Sembrò evidente, da subito, visto che era stato freddato con un colpo di arma da fuoco alla nuca, che si fosse trattato di un'esecuzione ma il caso restò irrisolto. 

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