Retta per il ricovero dei disabili, il Comune cita l'Asp in appello

L'ente, invocando il rimborso del 70% della spesa sostenuta: 2.028.251,82 euro, chiede la riforma della sentenza di primo grado

Il Comune trascina l’Asp, dopo averlo già fatto davanti ad un giudice del tribunale di Agrigento, in Corte d’appello. L’ente chiede la riforma della sentenza di primo grado e continua a ripetere che il 70 per cento della retta per il ricovero dei soggetti non autosufficienti e disabili, non curabili a domicilio, è a carico del sistema sanitario nazionale. Per questo 70 per cento, il Municipio di Raffadali chiedeva e chiede un rimborso di oltre 2 milioni di euro. L’azienda sanitaria provinciale ha già deciso di costituirsi dinanzi alla Corte d’appello di Palermo “allo scopo di difendere la legittimità e la correttezza dell’operato dell’Asp – scrivono – e di ottenere il rigetto delle pretese avanzate dalla parte avversa”. La prima udienza è stata calendarizzata per il 21 maggio. L’Asp ha affidato l’incarico di difesa e rappresentanza ad un avvocato esterno.

Era il dicembre del 2017 quando il Comune di Raffadali, con il sindaco Silvio Cuffaro, convenivano – davanti al tribunale di Agrigento – l’azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Il Municipio chiedeva di dichiarare che la retta per il ricovero di soggetti disabili e non autosufficienti e non curabili a domicilio è a carico del sistema sanitario nazionale per il 70 per cento. Dunque, il Comune di Raffadali voleva ottenere il rimborso delle spese per le rette già anticipate. Una somma di 2.028.251,82 euro. In subordine, il Municipio di Raffadali chiedeva che tale retta fosse a carico del sistema sanitario nazionale per il 50 per cento e dunque l’ente invocava la restituzione di 1.448.502,29 euro.

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L’Asp, in primo grado, si è naturalmente subito costituita in giudizio e conferì incarico all’avvocato Salvatore Lo Re. Il 3 giugno dello scorso anno, il giudice Silvia Capitano della sezione civile del tribunale di Agrigento pronunciò la sentenza. Venne respinta ogni domanda del Comune di Raffadali che è stato condannato alla rifusione di metà delle spese di lite in favore della convenuta Asp, liquidate, per metà, in 13.926 euro. A fine anno però è arrivato l’atto d’appello proposto dal Municipio per la riforma della sentenza del tribunale di Agrigento. Il Comune - rappresentato dall’avvocato Carmelo Brucculeri, unitamente e disgiuntamente dall’avvocato Stefano Catuara - ha censurato la sentenza adducendone “ingiustizia, erroneità e mancanza di motivazione”.

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