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Tribunale / Raffadali

Calci e pugni alla moglie, in aula le zie della vittima: "La teneva segregata in casa"

Sotto accusa un trentaduenne che avrebbe brutalmente picchiato la donna e i tre figli, le indagini si sono svolte fra la Sicilia e la Lombardia

Una delle ragazzine che avrebbero subito violenze da parte del padre "frequentava regolarmente la scuola e, anzi, aveva un rendimento brillante". Lo ha detto un'insegnante deponendo al processo, in corso davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazzara. 

Calci, schiaffi, pugni e violenze di ogni tipo all'indirizzo della moglie e dei tre figli. Un clima di indicibili vessazioni familiari e violenze di cui ne avrebbero fatto le spese, fra il giugno del 2019 e il febbraio successivo, anche i tre bambini della famiglia. Il raffadalese di 32 anni, nei mesi scorsi, è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e sequestro di persona. 

L'indagine scaturisce dalle denunce dei parenti della ventottenne sudamericana che, dopo avere appreso delle violenze subite dalla donna e dai due figli minori, denunciarono i fatti al commissariato di Busto Arsizio, dove vivevano. I poliziotti contattano i colleghi della squadra mobile di Agrigento e l'indagine trovò conferme dalle dichiarazioni della donna. Un ispettore, in precedenza, ha riferito di avere interrogato le insegnanti della piccola mentre un poliziotto della Scientifica di Busto Arstizio aveva rivelato di avere acquisito dei video presenti sui cellulari delle zie di una delle minori.

Le due donne sono state ascoltate adesso al processo e hanno raccontato dei presunti abusi a cui era costretta la moglie che sarebbe stata ripetutamente picchiata oltre che segregata in casa.

L'uomo avrebbe picchiato sia la donna che la figlia minorenne alla quale, in una circostanza, avrebbe rotto un dente. Una delle accuse contestate è quella di avere colpito la bambina con una sedia. L'accusa di sequestro di persona è riferita al fatto che, in alcune circostanze, le avrebbe chiuse a chiave impedendo loro di uscire.

In occasione dell'incidente probatorio l'ex compagna - rispondendo alle domande del gip, del pm, del difensore dell'imputato, l'avvocato Salvatore Cusumano, e del suo stesso legale Annalisa Lentini - ha in parte ridimensionato le accuse pur confermando il contesto di violenze subite. 

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