Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Buono fruttifero troppo esiguo, pensionata ricorre e vince contro le Poste

Il pronunciamento potrà probabilmente aprire una strada importante per il riconoscimento degli interessi legali negati ai clienti

Buono fruttifero troppo esiguo. Pensionata ricorre contro le Poste italiane e vince l'arbitrato bancario finanziario. 

Una pensionata di Raffadali, A. F., si è rivolta agli avvocati Santino Farruggia, Sabrina Vecchio Verderame ed Alessandra  Menozzi, che hanno impugnato innanzi all’arbitro bancario finanziario  (Collegio di Palermo) un buono fruttifero postale. L'anziana esternava, fin da subito, il suo disappunto circa l’entità dell’importo riconosciuto e rappresentava che la somma liquidata veniva accettata esclusivamente a titolo di acconto, riservandosi in seguito di agire per il recupero del dovuto.

Il valore di liquidazione atteso dalla signora era infatti di gran lunga maggiore rispetto a quanto erogato dalla filiale, in ragione proprio dei rendimenti indicati a tergo di ogni singolo buono. La filiale di Raffadali versava solo una parte, quando in realtà, volendo pur ammettere per mera ipotesi la correttezza del rendimento di cui al timbro apposto su ciascun titolo e, considerando unicamente i rendimenti indicati relativamente al periodo che va dal 21° al 30° anno, la signora  avrebbe dovuto riscuotere degli interessi ulteriori comprensivi dell’anno di riscossione del buono oltre  i rendimenti dei primi 20 anni di durata. 

L'arbitrato bancario finanziario (collegio di Palermo) si è pronunciato, in accoglimento del ricorso, stabilendo che l’intermediario è tenuto a riconoscere al cliente gli interessi secondo l’originario regolamento pattizio dal 21° al 30° anno, applicandosi invece per gli anni precedenti i nuovi tassi regolarmente apposti sul retro del titolo in conformità al DM 13 giugno 1986.  Un pronunciamento che potrà probabilmente aprire una strada importante per il futuro nel riconoscimento degli interessi legali negati da Poste ai suoi clienti e che, in presenza del protrarsi dell'inadempimento da parte di Poste Italiane, consentirà ai correntisti di ottenere una condanna giudiziale per il recupero delle somme dovute.

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