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Raffadali, il Consiglio comunale ratifica il raddoppio dell'Irpef

Ad illustrare i motivi di questa "dolorosa", ma ineluttabile decisione, è stato l'assessore Giuseppe Pedalino, il quale ha spiegato che per far quadrare il bilancio si è presa l'amara risoluzione di raddoppiare l'aliquota Irpef

Seduta “movimentata” al Consiglio comunale di Raffadali, che doveva approvare le aliquote Imu e Irpef del 2012, con colpo di scena finale e abbandono dell’aula, per protesta, del gruppo di opposizione. La riunione del civico consesso, iniziata con un’ora di ritardo, per l’assenza dei consiglieri di maggioranza, ha subito trattato (prelevando il punto) l’ordine del giorno riguardante l’aliquota Irpef. Su proposta della giunta è stata presentata la delibera che raddoppia l’aliquota comunale, dallo 0,4 percento allo 0,8 percento.

 
Ad illustrare i motivi di questa “dolorosa”, ma ineluttabile decisione, è stato l’assessore Giuseppe Pedalino, il quale ha spiegato che per far quadrare il bilancio si è presa l’amara risoluzione di raddoppiare l’aliquota Irpef, tutto ciò a causa dei continui tagli effettuati da Stato e Regione e per i tanti debiti ereditati dalla precedente amministrazione. In difesa di questa tesi sono intervenuti i consiglieri di maggioranza Gazzitano e Librici, i quali hanno sostenuto le ragioni dell’amministrazione, paventando il rischio di un default dagli sviluppi imprevedibili. 
 
Non dello stesso avviso l’opposizione che, per bocca del consigliere Vinti, ha reiterato la richiesta all’amministrazione, già avanzata per iscritto (senza aver ricevuto alcuna risposta, come prescritto), di conoscere i presunti debiti lasciati dall’amministrazione precedente. Non parlando invece dei crediti lasciati in avanzo, non tacendo la “leggerezza” con la quale si è speso negli ultimi cinque mesi, in incarichi e manifestazioni. Il consigliere Vinti ha poi parlato della mancata presentazione del bilancio e di come si potevano trovare le risorse necessarie per evitare l’aumento, ad esempio nel capitolo delle indennità di sindaco e giunta.
 
Queste richieste di lasciare inalterata l’Irpef e abbassare i costi della politica sono state presentate come emendamenti, entrambi bocciati dalla maggioranza. C’è stato poi l’abbandono polemico del gruppo di minoranza e i consiglieri rimasti hanno poi votato l’aumento dell’Irpef allo 0,8 percento, senza abbassare l’aliquota Imu, lasciandola così inalterata, come era stato chiesto dall’opposizione.
 
(sdb)
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