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Venerdì, 29 Settembre 2023
Ambiente

“Isole ecologiche al posto dei centri comunali di raccolta differenziata”: i dubbi del Codacons che propone confronto pubblico

Secondo l’associazione che tutela i consumatori il sistema attualmente in vigore è “antieconomico, complicato da applicare e brutto da vedere”

“Organizzare al più presto una tavola rotonda con al partecipazione di ditte, amministratori, associazioni, consumatori e cittadini”: è questa la proposta del Codacons per discutere le ultime novità introdotte ad Agrigento sulla raccolta differenziata ed in particolare sull’attivazione delle nuove isole ecologiche mobili in funzione da lunedì 10 ottobre.

“Le isole ecologiche mobili - spiega il responsabile regionale del Codacons Peppe Di Rosa - al posto di centri comunali di raccolta fissi, previsti nel contratto, rappresentano il fallimento della gestione della raccolta differenziata. E questo fatto viene veicolato come un successo. L’appalto scade nel novembre del 2023, cioè tra 13 mesi, dal 2019 non si contratta con le ditte il quinto d’obbligo. Era il 20 ottobre del 2021 quando dicevo che bisognava modificare il sistema di raccolta ed era addirittura il 2017 quando parlavo di un sistema diverso di raccolta differenziata. Dal marzo del 2021 chiediamo all’amministrazione un incontro per discutere e provare a far diventare il rifiuto non un problema ma una risorsa. Mi chiedo come mai il sindaco di Agrigento non abbia ricontrattato il quinto d’obbligo con le ditte per migliorare il servizio. Eppure il Codacons inviò una proposta all’amministrazione Micciché, ma ancora ci viene ancora chiesto cosa abbiamo da proporre per la differenziata”.

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Secondo il Codacons, insomma, il sistema di raccolta differenziata applicato in città è antieconomico, complicato e brutto da vedere.

La proposta del Codacons fa riferimento ad un valore dell’appalto di circa 7.500.000 euro più altri 2 milioni di euro per gli impianti di smaltimento. “Il cosiddetto ‘quinto d’obbligo’ - spiega Di Rosa - è la percentuale di un quinto dell’importo di un contratto pubblico. Viene impiegato nel contesto di modifiche operate su contratti di appalto in corso di validità. Per la determinazione del quinto si considera l’importo dell’appalto come risulta dal contratto originario al quale si aggiungono l’importo degli atti di sottomissione e degli atti aggiuntivi per varianti già intervenute;

l’ammontare degli importi – diversi da quelli a titolo risarcitorio – eventualmente riconosciuti all’operatore economico. Il quinto d’obblio serve a fissare la soglia entro la quale la stazione appaltante può imporre all’operatore economico modifiche all’oggetto del contratto alle stesse condizioni previste nel contratto originario, senza che quest’ultimo possa far valere il diritto alla risoluzione del contratto. E specularmente, per fissare la soglia al di sopra della quale (sesto quinto) l’operatore economico ha facoltà di non adempiere le modifiche disposte dalla stazione appaltante e di risolvere il contratto.

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La nostra proposta riguarda l’impiego di uomini sui mezzi, di valutare il dimezzamento per zone da circa 80 unità impegnate nella raccolta differenziata sui furgoni. Valutando il tutto si può arrivare a ridurre l’impegno degli uomini di circa il 60 per cento e cioè circa 45 persone da adibire a spazzamento manuale e discerbamento assegnando loro delle zone definite delle quali risponderanno in pieno curandone tutta la pulizia. Proponiamo inoltre di attivare il servizio di pulizia pomeridiana nei punti turistico-commerciali, come via Atenea e dintorni, con 2 unità; la pulizia ordinaria delle vie principali della città e, al bisogno, nella periferia o anche attraverso segnalazioni, con vaporella nei punti dove si concentrano i cani a fare i loro bisogni. Ed ancora: 4 unità delle 45 potrebbero essere impegnate con 4 mezzi nella raccolta pomeridiana giornaliera dei sacchi abbandonati fuori dalle isole ecologiche e in tutto il territorio comunale. Proponiamo pure di analizzare, valutare ed eventualmente attivare il servizio della raccolta con campane eliminando la raccolta con il ‘porta a porta’ istituendo le isole e la messa a sistema delle isole ecologiche di prossimità video-sorvegliate (già previste in appalto e ci chiediamo come mai non sono state mai attivate), con modalità di accesso aperto”.

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