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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Incidente probatorio / Racalmuto

Calci, pugni e colpi di sedia per costringere la moglie e fare sesso: per la psicologa la donna è attendibile

La presunta vittima aveva confermato le accuse in aula pur avendo ritirato la denuncia, la specialista conferma la sua capacità di testimoniare correttamente malgrado il disagio

Secondo la psicologa la presunta vittima, pur essendo in condizioni di disagio mentale, è attendibile e, quindi, capace di testimoniare. La specialista è stata ascoltata nell'incidente probatorio.

Il procedimento è quello a carico di un quarantaduenne di origini nigeriane, da tanti anni residente nella provincia di Agrigento, finito sotto inchiesta per le accuse di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. L'uomo è accusato di averla picchiata con calci, pugni e persino colpi di sedia per costringerla a fare sesso.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, come chiesto dal pubblico ministero Gloria Andreoli, ha disposto l'incidente probatorio per sentire la presunta vittima e cristallizzare la prova prima del processo. 

Le sevizie, a partire dal 2018, sarebbero andate avanti per 4 anni e si sarebbero consumate nella loro abitazione di Racalmuto. L'uomo è accusato di maltrattamenti per avere ripetutamente picchiato la moglie anche in presenza dei figli che adesso hanno 4 e 6 anni. La donna sarebbe stata percossa con calci, pugni e non solo: il marito per colpirla avrebbe usato pure cinture, sedie e una valigia.

In numerose circostanze, secondo la sua denuncia, l'avrebbe costretta ad avere rapporti sessuali nonostante il suo esplicito rifiuto. Uno degli episodi più gravi sarebbe avvenuto lo scorso primo maggio: l'uomo, dopo avere assunto alcolici e marijuana come in tante altre circostanze, avrebbe costretto la moglie ad avere un rapporto sessuale. Al suo rifiuto l'avrebbe picchiata selvaggiamente prima con dei pugni sulle spalle, poi bloccandole le braccia e, infine, colpendola con violenza con una valigia carica di vestiti. 

In seguito alle denunce della donna il giudice ha disposto l'allontanamento dell'indagato dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa. Il giudice, adesso, ha disposto l'incidente probatorio ovvero una vera e propria anticipazione del processo. La presunta vittima è stata interrogata in contraddittorio dal pm, dal suo stesso legale Gianfranco Pilato e dal difensore del marito indagato, l'avvocato Roberto Majorini. 

La donna, dopo avere ritirato la denuncia, ha confermato le accuse in aula: il procedimento, infatti, prosegue perchè si tratta di reati perseguibili di ufficio. La psicologa, in seguito, ha confermato l'attendibilità della donna ovvero la capacità di testimoniare. 

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